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La breve estate dell'anarchia

La breve estate dell'anarchia - Hans Magnus Enzensberger, Renato Pedio, H.E. Kaminski “... È rimasto ciò che è sempre stato: un eroe proletario, uno degli sfruttati, degli oppressi e dei perseguitati. Appartiene all'antistoria, quella che non si trova sul libro di lettura. La sua tomba è alla periferia di Barcellona, all'ombra di una fabbrica. Sulla pietra vuota c'è sempre qualche fiore. Nessuno scalpellino vi ha inciso il nome. Solo chi guarda bene può leggere quanto uno sconosciuto ha graffiato, con un temperino, in una grafia goffa, sulla pietra: la parola Durruti.”

Penso all’esempio di integrità morale impressionante che era la CNT (Confederation National del Trabajo), il sindacato anarchico, l’unico sindacato rivoluzionario del mondo. Un’organizzazione che non accumulava riserve finanziarie. La quota associativa era minima nelle città, e spesso inesistente nelle campagne. Nel 1936, con 1milione di organizzati, aveva un unico funzionario pagato.
Penso a Buenaventura Durruti, parte di questa meravigliosa macchina rivoluzionaria. Uomo che non s’è mai piegato alle minacce né alle lusinghe, al denaro o al potere.
Un uomo che voleva essere uno dei tanti, e nonostante ciò divenne un emblema.
Lo conosciamo - grazie a Enzensberger - attraverso una fitta rete di testimonianze e documenti.
Durruti. Una leggenda nonostante tutto. Una leggenda dalle scarpe bucate. Un sogno di libertà che ha attraversato la storia e rimarrà nella memoria. Il sogno di libertà che non si scrive nei libri di storia e nemmeno nelle favole belle.
Durruti, un uomo che voleva raggiungere quel sogno per sé e per gli uomini tutti.
Gli uomini muoiono. I loro insegnamenti rimangono.

Suggerisco anche la lettura di: Durruti e la rivoluzione spagnola di Abel Paz.