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Stanza, letto, armadio, specchio

Stanza, letto, armadio, specchio - Emma Donoghue, Chiara Spallino Rocca Narrazione veloce. Drammaticità senza morbosità, amore senza sdolcinature, senso di compassione senza scivolare nel patetico. Insomma, un’esposizione terrificante ma asciutta. Il linguaggio è quello di Jack. Lui ha cinque anni e da sempre vive nella “Stanza” con la sua Ma’. È il suo mondo, il mondo di “Dentro”. Quello di “Fuori” lo conoscerà tra poco, appena Ma’ troverà il coraggio di attuare il piano B.
Con il suo linguaggio semplice Jack ci accompagnerà fino alla fine.
È un libro di fantasia, ma la cronaca è piena di fatti così, ed è agghiacciante solo il pensiero. Insopportabile pensare che l’essere umano possa trasformarsi in un mostro che concentra in sé solo male allo stato puro.
Alla fine viene voglia di abbracciare il piccolo e coraggioso Jack e la sua Ma’, che è riuscita a costruire nel “Dentro” un mondo sopportabile per sé e per suo figlio.