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La donna di Gilles

La donna di Gilles - Madeleine Bourdouxhe, Faith Evans, Graziella Cillario, Andrea Buzzi “Il desiderio nasce così, da un niente. Gilles vide una piccola bocca rossa che ogni tanto si apriva per lasciar passare la punta di una lingua su cui due dita posavano delicatamente un quadratino di carta, e osservava il tutto, immobile, attonito…”

Basta quel niente a rompere la magia. Per Gilles, inizia una passione travolgente, per Elisa un dramma immenso.
Quella boccuccia rossa appartiene alla sorella di Elena, Victorine, giovane, bella e golosa.
Elena ama Gilles di un amore assoluto, si annienta in lui, è il suo uomo, il padre delle due gemelle e della creatura che porta in grembo.

A tal proposito, un passaggio mi colpisce: “Eppure questa donna, considerata madre per eccellenza, non ama il frutto del suo ventre con una carne e un cuore materni. I figli sono per lei la prosecuzione vivente di un amore, e valgono solo il quanto irradiazione della luce di questo amore... Figli generati dallo sposo e che vivono nella casa dello sposo...”.

L’unico desiderio di Elena, è essere la donna di Gilles. Gilles è il suo mondo, la sua vita, il suo respiro.
Quando scoprirà la relazione tra sua sorella e Gilles, lei accetterà, sopporterà con dolore, ascolterà in silenzio le confidenze e le confessioni di Gilles, arriverà a consolarlo e consigliarlo quando, la capricciosa amante, giocherà al gioco dell’amore con un altro uomo.
E aspetterà.
Come da un niente è nata, la relazione con Victorine, e come niente finirà.
Elena, ora, potrebbe fare qualunque cosa, cercare di ricostruire la propria vita familiare, lasciarlo per punizione, approfittare in qualche modo della debolezza del marito… invece la donna di Gilles ci riserverà un finale inaspettato.

Un libro amaro, pubblicato nel 1937, che ci mette di fronte a questa storia di amore assoluto e malato. Tanto, che la protagonista arriva ad annientarsi e sopportare qualunque mortificazione, tanto da farle amare i figli semplicemente perché appendice del proprio amato.
E mi viene da pensare che, anche se il mondo cammina, per certe donne rimane immobile, congelato e incatenato in schemi che non riescono a rompere, per troppo amore o per timore di proseguire il cammino senza una figura a fianco.