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Rebecca la prima moglie

Rebecca la prima moglie - Daphne du Maurier

Perché è questo che accade a Manderley.
Ce lo racconta Lei, la nuova signora de Winter, voce narrante senza nome, che combatte contro Rebecca, la prima moglie.
Rebecca, bella, simpatica, determinata, affascinante. Amata e ammirata da tutti, servitù compresa. Donna dalle mille risorse e idee, sempre perfetta quando, in vita, accoglieva e intratteneva gli invitati alle feste mascherate. Sempre sicura nelle scelte degli abiti o in quella dei piatti per il pranzo o la cena.
Lei invece, la nostra voce narrante nonché seconda signora de Winter, è una donna semplice, per nulla appariscente, insicura, tormentata da un complesso di inferiorità. Dama di compagnia dell’antipatica signora van Hopper, incontra il ricco e affascinante Maxim de Winter. Si sposeranno a breve.
Finito il viaggio di nozze, giunta nella sua nuova casa, sentirà tutto l’astio della signora Danvers, fedele domestica della defunta signora de Winter.
Lei (la nostra protagonista) sente forte la presenza di Rebecca, ne sente il peso opprimente. Tutto questo la rende inquieta, angosciata.
Lei non è come l'altra, lo dirà anche Ben, l’idiota. Non la nomina mai, non pronuncia mai il suo nome e, quando accade per la prima volta, mentre parla con la moglie del vescovo, stenta a credere di aver veramente pronunciato il nome di Rebecca.
Non è facile dover sopportare il confronto continuo con l’altra. Il confronto e i mille dubbi che l’assalgono. Il più tremendo è quello sull’amore di lui. Tutti lo sanno, tutti lo dicono, quanto fossero innamorati e felici. Una coppia perfetta. Perfetta come era Rebecca. Rebecca l’impeccabile, simpatica, intelligente, bellissima Rebecca. Ma… non tutto è oro ciò che luccica.

E poi e poi… ci sono parole taciute, comportamenti sospetti, e la sua curiosità di sapere, di capire, di scoprire… accadimenti che mostreranno una realtà diversa da quella fino a quel momento ignorata… e poi e poi…

Bellissimo l’inizio del libro. Una storia che si apre col “post finale”.