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Patricija

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Le braci

Le braci - Sándor Márai, Marinella D'Alessandro "La luce delle candele si sta smorzando, tra i grandi alberi del giardino spira un vento che preannuncia l'alba. La stanza intorno ai due vecchi è quasi al buio".

Ci sono anche io, in un angolo, il più remoto di quella stanza. E ci sono le braci, presenza intima e misteriosa, nel camino.
Sono passati quarantuno anni dal giorno in cui Konrad se ne è andato improvvisamente. Henrik è rimasto. Ha atteso il suo ritorno. Doveva tornare. Non poteva fare diversamente.
Quarantuno anni passati in solitudine attendendo quel momento. Il momento della verità, della vendetta, dell'amore, del perdono o della condanna.
La fissità dell'attesa consuma e cristallizza. Tutto. Anche la vita.
Ed ecco, il momento è arrivato. Ed è un lungo monologo che ascolto.
Henrik parla. Konrad, seduto, ascolta. Interviene di tanto in tanto, a rompere il soliloquio dell’amico di un tempo.
Ricompare Krisztina, moglie di Henrik. Un grande, immenso, doloroso segreto lega i due amici a Krisztina.
Lei è morta da anni. Loro hanno continuato a vivere. Di lei rimane il diario. Giallo, legato con un nastro azzurro. Ad esso ha affidato i suoi pensieri più intimi, le sue parole d’amore, i suoi dubbi, le sue paure, le sue confessioni. La sua essenza più segreta.
Henrik non lo ha aperto. Non sa se le confessioni contenute sono destinate a lui o all’amico. Forse nel diario si nasconde la verità. Lo porge a Konrad. Ma Konrad non lo prende. Sta seduto immobile, il capo appoggiato sul palmo della mano. Fissa il libretto foderato di velluto giallo, legato con un nastro azzurro.
Henrik chiede se desidera che leggano insieme il messaggio di Krisztina…
Henrik con gesto lento butta il libretto nella brace che si arroventa, si anima e lambisce la sua preda. D’improvviso, tra le fiamme, appare la scrittura di Krisztina, poi tutto si scompone e si dissolve in cenere.
“L'uomo vive finché ha qualcosa da fare su questa terra”.
E alla fine, che rimane? Le braci. Sotto di esse giacciono sentimenti, passioni, ricordi, rancori. Verità. Le braci non sono fuoco spento, sono fuoco assopito.
Le braci. Basterebbe poco a rianimarle.
E altrettanto a estinguerle?
Forse.
O forse no.
Poi, si può ritrovare un po’ di quiete.
Poi, si può morire.