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I fantasmi delle biblioteche

I fantasmi delle biblioteche - Jacques Bonnet Leggere e scoprire di essere affetti da bibliomania. Ti dici che in fondo non è grave.
Il fatto è che, prima di arrivare alla scoperta, i libri si sono moltiplicati, e non capisci come sia potuto accadere.
Nell’attesa di trovare una risposta spuntano le domande: collezionista o lettore insaziabile?
Cosa ti ha spinto a scegliere quei libri? Una ragione ci sarà, o dieci cento mille…
Urge però trovargli una collocazione, quindi meglio rimandare la soluzione ai quesiti.
Sì, però… con quale criterio sistemare i volumi? Già perché catalogare una moltitudine di libri non è cosa semplice. Si aprono infinite possibilità, e se non ci credete, lo farete a partire da pagina 42.
A proposito: dove leggete? Quando? In che posizione? Cosa succede quando leggete?

Ho sorriso e persino riso, leggendo questo volumetto che parla di amore/attrazione per i libri. Ci sono spunti per nuove letture, aneddoti e citazioni interessanti.
Una per esempio mi costringerà a fare una ricerca perché, come la metto adesso che si dubita dell'esistenza di Louise Labé? Eh sì, si mormora che i suoi libri siano stati scritti da un gruppo di poeti lionesi, tutti frequentatori della tipografia di Jean de Tourne (M. Huchon, Louise Labé, une créature de papier, Droz, 2006). Ho già preparato cappello e lente per dare inizio all’indagine.

“La mia biblioteca è popolata da centinaia di migliaia di personaggi, alcuni reali e altri fittizi. Quelli reali sono i cosiddetti personaggi immaginari delle opere letterarie, quelli fittizi sono gli scrittori”.
Ho chiuso il libro, ho alzato gli occhi, ho sorriso e salutato tutti i personaggi che abitano la casa.

P.S. Leggo a pagina 115: “Jean Cocteau nel Journal racconta che nel 1950, reduce dall'aver visto I ragazzi terribili di Jean-Pierre Melville dove si sentiva un pezzo di Vivaldi per pianoforte, non riuscì a trovare in tutta Parigi, una sola incisione delle Quattro stagioni.”
Ora, non voglio fare la pignola, ma qui ho avuto un sobbalzo. Passi affermare che sentì un pezzo di Vivaldi suonato al pianoforte, ma non un pezzo di Vivaldi "per" pianoforte... ma questa è un'altra storia. Però però, Vivaldi non ha composto pezzi per tale strumento.
Nulla di grave, solo un leggero fastidio.

E non metto la quinta stella.

Leggetelo! Ne vale la pena! :-)