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La sarta di Mary Lincoln

La sarta di Mary Lincoln - Jennifer Chiaverini, Maddalena Togliani Narra la leggenda che prendendo qualche volume di storia, alcune biografie, l’autobiografia (Dietro le quinte) di Elizabeth Hobbs Keckley, si possa - copiando un po' qui, un po' lì e incollando tutto su un foglio elettronico intonso - fare un bel “taglia e cuci”.
Il risultato è presto dato e inserito dal New York Times fra i migliori bestseller del 2013.
Così, narra la leggenda.
Messa da parte la leggenda, rimane soltanto qualcosa che s'avvicina alla "pochezza".
Per raggiungere l’apoteosi della succitata pochezza e farla risplendere in tutta la sua magnificenza può essere d’aiuto la traduzione. Cito:

«Ucciso per una bandiera?» chiese Elizabeth senza riflettere. Le pareva uno spreco enorme..."

"...infilò un filo nell'ago e si autorizzò a sperare che la guerra finisse entro l'autunno...".


(Elizabeth con le lettere del figlio appena morto in guerra) "... si concesse di immaginare George ed Emma che si incontravano, si innamoravano, si sposavano, facevano dei figli...".Terribile, tremendo "facevano dei figli", espressione di un bruttezza inaudita!

"Elizabeth ebbe le lacrime agli occhi guardando il padre straziato nascondere il viso tra le mani..." Ebbe le lacrime agli occhi. No comment.

"La sarta si rese conto che la presenza di Mrs Edwards portò un immediato sollievo a tutta la famiglia.".

"Con qualche svolazzo di penna, aveva abolito per sempre la schiavitù nella capitale degli Stati Uniti."

"... esclamò con voce brusca, guardandoli con furia tranquilla..."


Se fossi cattiva, direi che del romanzo (fatico a definirlo tale) rimane il ricordo di Mrs Mary Lincoln che non amava molto gli animali, né capiva la passione del marito per le capre, e che (dopo la morte del Presidente) ripiegando la lettera di condoglianze inviatale dalla vedova regina Vittoria dice che la regina è stata fortunata, perché nessuno l'aveva cacciata di casa nel momento in cui era rimasta vedova. (Ciliegina sulla torta a coronare il momento più drammatico - o uno fra i più drammatici - nella vita di una persona).
Di Elizabeth emerge quasi nulla. Forse un’ombra nelle ultime pagine.
Ma sono buona, e non lo dirò.
E ho sprecato tante parole quando potevo sintetizzare: pochezza di tutto. Storicamente povero e privo di passione e sentimenti. Brutto e mal tradotto.

Peccato. Poteva diventare un grande romanzo, la storia di Elizabeth Keckley.
Una stella per la copertina.

P.S. Finito perché avevo promesso di leggerlo. E le promesse si mantengono