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Il ballo

Il ballo - Irène Némirovsky, Margherita Belardetti La scena si apre. Le gocce di cristallo del lampadario tintinnano, mosse dall'aria della porta che si chiude. Sentite il tintinnio? Se vi è sfuggito il suono cristallino, non lo sentirete più, perché ad esso si sovrappone la voce sgradevole e sgraziata della signora Kampf.
Antoinette, quattordici anni, prova un sentimento di odio nei confronti della signora Kampf, sua madre. Ne ha timore, ha persino scordato il tempo in cui, piccina, la prendeva sulle ginocchia e la copriva di baci.
Ricorda, invece, molto bene, la sua voce irritata dire: "Questa marmocchia mi sta sempre tra i piedi... Mi hai macchiato il vestito con le tue scarpe sudice! Vai in castigo, ti servirà di lezione, mi hai sentito? Stupida!"
La madre riprende continuamente Antoinette, la mortifica, le rimprovera un comportamento inadeguato. Le aggiusta una ciocca ribelle e le ricorda che ora sono ricchi. E i ricchi non si comportano come lei. Lo sa questo, Antoinette, vero?
La famiglia Kampf è arricchita improvvisamente. Speculazione in borsa. E quando la ricchezza arriva così, inaspettatamente, può fare danni irreparabili. Se manca la testa, se manca una personalità che basta a se stessa, la trasformazione è inevitabilmente disastrosa. Così, la signora Kampf, diventa avida, ingorda, bramosa di affermarsi fra quella gente che mai, prima,l'avrebbe degnata di uno sguardo. Ma ora, la sua condizione sociale le consente di fare ciò che prima non poteva. Per esempio, organizzare un ballo.
Antoinette spalanca gli occhi. Possiamo immaginare come si sente. Il ballo è una favola, e questa non è racchiusa fra le pagine di un libro, ma fra le mura del palazzo lussuoso che ora abitano.
Sono 200 le persone che riceveranno l'invito. C'è di tutto, dalla vecchia prostituta al ex carcerato per questioni di truffa. Ma poco importa, sono ricchi, molto ricchi. Questo conta.
Antoinette sogna ad occhi aperti. Si vede ammirata e chissà, forse corteggiata.
Sogna, appunto. Lei non parteciperà al ballo, cosa mai le ha fatto pensare che potesse farlo. No. Anzi, la sua camera servirà per la festa. Lei può dormire nel ripostiglio, per una notte.
Ora, quante signore Kampf potremmo contare? fameliche di ricchezza, disposte a qualunque cosa pur di arrivare, e arrivare dove?
Quante signore Kampf, ricche e aride. Noncuranti dei sentimenti altrui.
Antoinette è un’adolescente, con tutti i problemi, le contraddizioni, i sogni che ogni ragazza ha a quell’età. E come tutte le adolescenti ha un rapporto conflittuale con la madre.
La madre. Rosine Kampf.
No, qui c’è una sfumatura in più. Rosine non vuole che la figlia cresca, che occupi uno spazio preciso, definito. Antoinette non può diventare donna, non ora. Non ancora. Le toglierebbe visibilità.
Una rosa che fiorisce, annulla quella che appassisce. E questo non glielo permetterà.
Non ha considerato, la signora Kampf, che Antoinette potrebbe vendicarsi.
E lo farà, con tutto l’odio e la crudeltà di una adolescente.
Ad Antoinette non servirà il ballo, per affermarsi come individuo.