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Caino

Caino - José Saramago, Rita Desti È colpa di un dio collerico e crudele, compiaciuto del ricco dono di Abele e contrariato da quello più modesto, ma offerto con amore, di Caino, se la mano si leva contro il fratello. È quindi dio, responsabile dell’azione fratricida di Caino. Compiuto il delitto, Caino, subirà un castigo malvagio. Gli sarà preservata la vita ma, con un marchio ben visibile in fronte, diverrà viandante errabondo. Andrà da un presente all’altro, da un passato lontano a un altrettanto lontano futuro. Raggiungerà terre sconosciute e incontrerà altri esseri umani, inconsapevoli giocattoli a uso del loro signore supremo.
Dialoga Caino con il suo dio, confuta e biasima le sue azioni divine. E lui, il dio dei cieli e della terra, padrone assoluto di ogni essere e di ogni cosa, ascolta, risponde, si fa beffardo, sarcastico, violento, a tratti umano. Ed è nel momento di umana debolezza che arriva a rivedere certe sue decisioni palesemente scorrette. Ma poi si riprende, e lui che è dio e, come tale può fare degli uomini e delle cose ciò che vuole, riprende il suo gioco perfido e meschino. Meschino, perché certe brutture non le commette direttamente, ma ne affida l’esecuzione a Satana. Satana, vittima e carnefice. Satana che, in fondo, non è il peggiore di tutti i mali. così come Caino non è il peggiore di tutti gli esseri umani.
L’ultimo scontro con dio, durante la progettazione dell’arca, spingerà Caino a prendersi gioco del suo signore e padrone celeste. A trovare un modo per risolvere la questione. Non dell’arca, ché quella s’è trovata…
Questa è una storia senza fine… e un motivo ci sarà.

Mi è persino passato per la mente che Caino abbia pagato la colpa di sua madre che, disubbidendo all’ordine di un dio geloso e vendicativo, si cibò del frutto della conoscenza.
Che riflessioni bislacche mi fai fare, José caro!