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Doctor Faust - Thomas Mann

Nel 1933, l’umanista tedesco Serenus Zeitblom, contrario al nazismo, abbandona, all’età di 60 anni, l’insegnamento. Destina il suo tempo alla stesura della biografia del suo carissimo amico: il compositore Adrian Leverkuhn. È il tempo in cui Hitler ammorba l’aria quando Serenus narra la vita di Adrian, che si svolge fra la fine del 1800 e l’avvento del nazismo.
Adrian e Serenus hanno frequentato lo stesso ginnasio. All’università Serenus studia lettere classiche, Adrian invece si iscrive alla facoltà di teologia che abbandonerà di lì a due anni quando, trasferitosi a Lipsia, si dedicherà alla musica. Giunto a Lipsia, un facchino, al quale si è rivolto per essere accompagnato in una buona trattoria, lo conduce in un bordello da cui fugge spaventato. Ma, la curiosità e il desiderio lo riporteranno in quel luogo di piacere che lascerà in lui il segno.
Ritroviamo il nostro Adrian a Monaco e poi in Italia, a Palestrina. E qui, Adrian avrà una lunga conversazione con il demonio; conversazione che si concluderà con un patto infernale: 24 anni di esaltante forza creatrice e poi la dannazione.
Adrian non potrà coltivare affetti, avere una vita normale, amici, una compagna, gli verrà strappato l’amore e la gioia del piccolo “Echo”. Questo il prezzo da pagare per la magnificenza e la gloria delle sue composizioni musicali.
Ritirato in Alta Baviera, Adrian lavora alla sua opera più importante, la “Lamentatio Doctoris Fausti”. Invita amici, conoscenti, ammiratori per presentare la sua cantata sinfonica. La partitura è aperta sul leggio del pianoforte. Adrian prende a parlare. La sua è una confessione, spaventosa e delirante. La sua follia finirà e ne inizierà una peggiore: la rovinosa follia della seconda guerra mondiale.

Una cascata impetuosa di musica e storia. Il drammatico destino dell’uomo corrisponde a quello della Germania. Il dolore e la disperazione del suo animo corrispondo al dolore e alla disperazione di un popolo.

P.S. Non è certo una lettura scorrevole, semplice, lieve. È un macigno, un monumento di sapere. Ci va tempo, e non poco. Le digressioni sono dense di significati, di simboli. Quelle di argomento musicale credo risultino poco, o per nulla, comprensibili a chi non ha buona conoscenza della materia. Una lettura impegnativa e complessa. Confesso che arrivata verso pagina 250 ho avuto la tentazione di sospendere la lettura per riprenderla in un momento più propizio. Ma ho resistito. E bene ho fatto. Il colloquio con Satana, da solo, vale la fatica. Prendetevi tempo e leggetelo.