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L'arte di ricordare tutto

L'arte di ricordare tutto - Joshua Foer, Elisabetta Valdré Come siete messi a memoria? Vi siete scordati dove avete posato le chiavi dell’auto? E il numero di telefono di quel parente lontano? E dite la verità: siete usciti per fare la spesa e avete dimenticato proprio di comprare il caffè! Tranquilli. Dopo aver letto il libro… continuerete a dimenticare le stesse cose.

Insomma, se è vero che ci sono tecniche per calcolare le date del calendario, per stabilire quando è caduta la Pasqua negli ultimi mille anni, per ricordare un’infinità di parole, è altrettanto vero che se diventaste padroni di queste formule non sarebbero d’aiuto (o lo sarebbero in modesta misura) nel ricordare ciò che si tende a scordare nel quotidiano.
Il giornalista Joshua Foer presenta un’interessante analisi sulla funzione mnemonica, sull’arte del ricordare, sui campioni della memoria, sui savant. Lo stesso Foer sperimenta le tecniche che gli vengono insegnate, si mette in gioco e conquista il titolo di campione di memoria degli Stati Uniti. Dopo di che, ragionando sulla sua esperienza, dichiara ciò che tutti sappiamo (anche se continuiamo a cercare formule magiche): la pratica, intensa, autocosciente e intenzionale è l’arma che ci permette di ottenere risultati importanti. Addestrare la mente è alla portata di tutti. Questione di volontà.
E poi… tanti spunti per riflettere sulla memoria. O sulla mente. Magari la nostra.

“...il modo in cui percepiamo e agiamo nel mondo dipende da ciò che ricordiamo e da come lo ricordiamo. Gli esseri umani sono solo un fascio di abitudini modellate dai ricordi. Controlliamo la nostra vita quando modifichiamo a poco a poco quelle abitudini, vale a dire quando alteriamo la rete dei ricordi. Nessuna memoria esterna ha mai prodotto una battuta, un'invenzione, un'intuizione o un'opera d'arte che durino nel tempo. Non ancora, almeno. La capacità di cogliere il lato ironico della vita, di stabilire legami tra concetti fino a quel momento separati, di formulare nuove idee, di condividere la stessa cultura sono azioni essenzialmente umane che dipendono dalla memoria.[...] Sono i nostri ricordi a renderci quello che siamo, sono loro la sede dei nostri valori e la fonte della nostra personalità.[...] ...la memoria non va allenata soltanto per fare qualche trucchetto a una festa, ma per nutrire un qualcosa di profondamente ed essenzialmente umano”.

Pag. 92 “Da bambino ad appena nove anni, HM si ammalò di epilessia per una brutta caduta dalla bicicletta all'età di nove anni”.
Esempio di smemoratezza o semplice distrazione? :-)