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D'un tratto nel folto del bosco

D'un tratto nel folto del bosco - Amos Oz, Elena Loewenthal p. 15. “Gli adulti ancora in grado di ricordare di solito preferivano tacere. Negare. Far finta di avere dimenticato”.

Accade a chi non riesce a penetrare nel folto del bosco. Accade a chi fugge, a chi ha paura. Accade ai vigliacchi.
I vigliacchi che negano, tacciono e fingono di non ricordare illudendosi di poter così cancellare quella coltre di fango che lorda la coscienza.
Solo i puri intraprendono il viaggio. Ci va coraggio e sensibilità. Doti che hanno solo i bambini e gli animali. E tutte le anime belle che riescono a mantenere il cuore bambino fino all’ultimo istante. Solo loro non verranno contagiati dal morbo dello spregio e delle beffe.
Chi penetra nel folto del bosco scoprirà che la diversità non ha odore ripugnante né voce spaventosa, ma profumo che addolcisce l’aria e voce amorevole. Chi penetra il folto del bosco scoprirà che la libertà è un balsamo che, con malinconica dolcezza, lenisce le ferite dell’anima e della mente. Ma per guarire quelle ferite serve la forza dell’innocenza, la potenza dell’amicizia, la delicatezza dell’accettazione.

Una favola per adulti da leggere con tutto l’amore possibile ai più piccoli.