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Notte fantastica

Notte fantastica - Stefan Zweig, Ada Vigliani

Immaginate di entrare in una galleria d’arte e trovarvi di fronte a sei quadri. Diversi fra loro ma accomunati dal senso di angoscia che nasce da reconditi e “sconvenienti” sentimenti.

1. BREVE NOVELLA ESTIVA. Vedete quella ragazza laggiù? Ha trovato all’interno del tovagliolo una lettera. Ora guarda il lago, gli occhi sognanti e inquieti, il miraggio d’amore. Cerca con gli occhi fra i giovani nella speranza che le arrivi un segnale.
E adesso spostate il vostro sguardo in quell’angolo, là, un po’ in basso, appena visibile, protetto dall’ombra. È lui, l’autore della missiva. Un uomo maturo, un signore distinto, colto. Insospettabile. I colori, le pennellate che tracciano i lineamenti del viso spiegano nettamente il piacere, quasi fisico, che prova osservando l’emozione della giovane. Un gioco crudele ed eccitante che chiede di non finire.

2. L’ISTITUTRICE. Eccole le due sorelle. Hanno rispettivamente 12 e 13 anni. I loro sguardi sono un’accusa verso gli adulti, quegli adulti che le escludono dai loro discorsi. Le bambine certe cose non le devono sapere. Vedete? Una è chinata a spiare dal buco della serratura, a origliare per capire quale fatto tremendo abbia scosso la loro educatrice. L’altra, tesa e silenziosa, sta ferma sul pianerottolo, pronta a dare l’allarme al primo rumore sospetto. Quello che a loro è stato taciuto ora è noto. I colori si fanno pesanti a indicare la tensione dell’accaduto, un fatto che più sconveniente non poteva capitare, e proprio a lei, che doveva essere d’esempio, che doveva educare alla vita. Tinte fosche preannunciano il dolore che verrà.

3. IL DEBITO PAGATO IN RITARDO. Una donna siede e scrive una lettera. La vedete? Le è bastato un incontro casuale nella locanda in cui soggiorna a far riemergere il passato. C’è una sola persona che può capire e alla quale può raccontare senza timore. Ellen, la sua amica da sempre, con la quale condivideva il sogno d’amore, l’eroe che occupava i pensieri dei loro 16 anni. Un attore. Osservate le parole sul foglio, prendono forma e vita. Vedete la mano alzata della giovane che saluta l’amica in partenza? E ora, le vedete le lacrime che scorrono perché anche lui se ne va lontano? il tempo, le esperienze, la vita stessa, rimuovono dalla memoria sogni e dolori. Fino a che il caso non decida di cambiare le cose. E cambiano i colori. Emergono tinte nuove e con esse la consapevolezza di un debito da pagare a quell’uomo, al suo eroe, che da ingenua giovinetta ha odiato, ma che oggi, da donna non può che apprezzare e provare riconoscenza.

4. VENTIQUATTR’ORE DALLA VITA DI UNA DONNA. Nel dipinto, Madame Henriette non c’è. E non c’è il giovane agiato e bello che all’arrivo aveva attirato l’attenzione di tutti. Sono fuggiti. Ci sono segni di movimento, di ricerche e della successiva interruzione quando la verità sarà nota. Tutti parlano, guardate le espressioni sui volti. Vi si legge il disappunto di tutti, la curiosa morbosità di alcuni, il senso di fastidio di altri. Sole laggiù vediamo due persone. Una vecchia signora e un uomo, l’unico che abbia difeso la scelta di Henriette, che non abbia giudicato. Lei, la signora attempata e dal passato irreprensibile, ha una ruga di cruccio che racconta di una lontana e "tragica" avventura. quella con un giovanotto sconosciuto poco maggiore di suo figlio.

5. LA DONNA E IL PAESAGGIO. Eccolo, il dipinto più sensuale ed erotico di questa fantastica galleria. I colori dell’eccitazione dei sensi convergono in un unico punto: là, al centro, esplodono i colori del desiderio di unione, vi si fondono cielo e terra, pioggia e semenza, uomo e donna. Il buio della notte, nell’afa dell’attesa, attende il bagliore di un fulmine a squarciare la tela. Alla tensione seguirà il compimento e, ad esso, la quiete.

6. NOTTE FANTASTICA. Siamo all’ultimo dipinto. C’è un ritratto in quella stanza. È il barone Friedrich Michael von R. e sotto, sullo scrittoio, è una busta. Contiene un segreto? Un memoriale? Un racconto fantastico? Spostiamo lo sguardo verso la finestra, di fianco allo scrittoio. Fuori è buio. Si intravede il Prater, e laggiù nell’ombra un movimento antico che cancella il tempo del letargo e segna l’inizio di un nuovo giorno. In un angolo, nascosto agli occhi indiscreti, una piccola nota, un appunto, un motto, la riflessione finale di Friedrich… dell’autore: "Chi è riuscito a trovare se stesso, non ha più niente da perdere in questo mondo. E chi è riuscito a conoscere l'uomo che è dentro di sé, conosce tutti gli uomini".

P.S. Faccio riferimento all'edizione Frassinelli. L'ed. Adelphi mi dicono che contenga solo 4 racconti.