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Tartarughe divine

Tartarughe divine - Terry Pratchett “Non riporre la tua fede negli dei. Ma nelle tartarughe puoi credere”.

Brutha è un novizio. In realtà è troppo vecchio per esserlo veramente. Almeno di una decina d'anni. E poi capita che, mentre zappa l'orto dei meloni, una voce lo chiami. Non sa da dove e non sa di chi sia, meglio dirlo a Fratello Nhumrod, il suo maestro. Si fa presto a dire che si è sentita una voce. Era una sola? Che ha detto? Eh? Il maestro batte qualche colpo sulla spalla a Brutha e gli ricorda che è suo dovere resistere alle voci.
Poi la vede. Chi? La voce, naturalmente!

"...Era piccola, in linea di massima gialla e coperta di polvere. Il guscio era malamente scheggiato. Aveva un singolo occhietto scintillante - l'altro era caduto in uno dei mille e mille pericoli che perseguitano qualunque creatura dal movimento lento che viva a un paio di centimetri da terra...".

Si presenta: niente po' po' di meno che il dio Om. Ma Brutha non ci crede. Lui è cresciuto in una famiglia timorata di dio, nella certezza totale della conoscenza del Grande Dio Om.
Ora si pone una questione. Avete mai sentito parlare le tartarughe? E dare ordini? Se sì diventa un problema. E se l'ordine è di riferire al Grande Sacerdote il suo messaggio, la storia si complica. Se poi chi deve farlo non brilla in acume, il problema è ancor più grande.
Il povero Brutha mostra alla testuggine il grande toro immagine del Dio Om, in esso ci sono le porte di entrata e uscita, dentro si mettono gli oggetti eretici e dall'altra se ne tolgono le ceneri. Per le persone ci si affida alla Quisizione.
Il dialogo con la tartaruga Om riserverà parecchie sorprese.
Brutha fa domande sul libro di Ossory che contiene le Direzioni, le Porte, le Abiure e i Precetti dettati dal dio Om al profeta Hashimi. Ma la tartaruga nega di aver dettato tutto questo. Quindi la gente che vive attenendosi ai precetti? E i profeti erano solo uomini che scrivevano cose?
E poi e poi e poi…
E poi per il nostro Brutha, dal cervello piccolo e dalla memoria immensa, si aprono orizzonti che mai avrebbe immaginato.
Sapere direttamente da un grande dio che gli dei hanno bisogno di fedeli per esistere, non è cosa da poco. Ogni chiesa si regge sui propri fedeli. Se questi spariscono la chiesa muore. E con essa il suo dio. E quanti sono gli dei! Ci sono un’infinità di piccoli dei che contano su una manciata di seguaci, e ci sono i big con i loro eserciti di credenti.
E che succedere se le divinità sono più d’una? Succede che nascono conflitti e rappresaglie, che si costituiscono eserciti e Quisizioni, che si versa sangue e si raccolgono vittime.
Lungo sarà il cammino di Brutha. Brutha il prescelto, che preferirebbe scegliessero un altro al posto suo, e invece dovrà seguire il disegno divino a lui destinato.

Insomma, fra riso e sorriso, si riflette sulle atrocità figlie della fede cieca. E sorda, aggiungo.
Se l’uomo ha necessità di “credere” in qualcuno o qualcosa, dovrebbe ricordare che come la propria libertà finisce dove inizia quella di un altro, così le mura della propria “chiesa” devono arrestarsi dove iniziano quelle degli altri.