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Maurice

Maurice - E.M. Forster, Marcella Bonsanti, Marisa  Bulgheroni, Philip Nicholas  Furbank

“Amava gli uomini e sempre li aveva amati. Smaniava dalla voglia di abbracciarli e di fondere il proprio essere nel loro”.

Infamante, no? Se poi il ragazzo appartiene a quella borghesia ipocrita e falsa che guarda alle etichette ed erige la propria morale a sommo precetto, allora è, oltre che infamante, anche imperdonabile. Che scandalo!
Ma il vero scandalo è l’incapacità di godere della felicità altrui; l’incapacità di comprendere che si può vivere senza per forza rispettare i ruoli prefissati da una morale bacchettona; l’incapacità di accettare che un individuo abbia una sua propria identità e non quella che l’appartenenza sociale impone.

Intimo, delicato e poetico. Non privo di ironia e, talvolta, sarcasmo. Uno schiaffo a quei moralisti ipocriti e beceri che condannano senza capire.
Maurice non solo spezzerà le regole morali che governano la sfera sentimentale, ma anche quelle di una società che divide l’umanità in due categorie: i “simili” e i “diversi”.

C’è un momento in cui Maurice si rivolge a Clive, amico e amato di un tempo, con queste parole: "...ma perché non la pianti di scandalizzarti e non badi piuttosto alla tua felicità?"
Una domanda da rivolgere a coloro che hanno da criticare, giudicare e condannare gli amori “sconvenienti”: perché non la piantate di scandalizzarvi e non badate piuttosto alla vostra felicità?

Ci sono storie d’amore come quella di Giulietta e Romeo, e altre come quella di Maurice e Alec. E se certe storie vestono le tinte fosche del “morir d’amore”, altre si tingono di azzurro acceso, ché “d’amor si vive”.