11 Followers
10 Following
Patricija

Gatta ci cova

Currently reading

Hitler
Ian Kershaw, A. Charles Catania
Gli Impiegati
Honoré de Balzac

Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra

Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra - Stefan Zweig, Lorenza Pampaloni Maria Stuarda, regina a 6 giorni dalla nascita e incoronata a 9 mesi. Non ha ancora respirato la vita che, prima ancora d’essere creatura, è strumento di trattative. A 5 anni e 8 mesi viene impacchettata e spedita in Francia. Lì, a 16, sposa il Delfino Federico e un anno dopo è regina di Francia. E c’è un’altra corona, quella d’Inghilterra, posata sul capo di Elisabetta, che Maria Stuarda reclama per sé. Sono solo piccoli tasselli della vita di Maria Stuarda, vissuta in un’epoca in cui vita e morte sono decise dalle convenienze, un’epoca in cui non c’è tempo per gli scrupoli di coscienza e per salire al potere si compiono omicidi, si sparge sangue innocente, si toglie la vita al proprio padre o fratello, si stringono patti segreti e si consumano tradimenti. E al potere della terra si mescola quello “divino”, ognuno coi propri capi, i propri eserciti e torme di fedeli (tutti sempre pronti a tradire a seconda del vantaggio). Maria Stuarda è donna orgogliosa, passionale, impulsiva. Vittima di tranelli e inganni, la vita segnata dalle tragiche vicende che accompagnano i suoi 6 anni di regno e i quasi 20 di prigionia in Inghilterra, dove si rifugia pensando di trovare protezione. E sarà qui, che all’età di 45 anni verrà decapitata. Nessuno si batterà per lei, non lo faranno coloro che le hanno giurato fedeltà, così come non lo farà suo figlio. Unico amico sincero e fedele fino alla morte sarà il suo cagnolino. Tanto fedele da rimanere con lei, nascosto sotto l’ampio abito, sino a che il mondo, per lei, non sarà più.
La brama di potere è una sciagura per chi ne è schiavo e per l’umanità tutta. Ieri come oggi. Basterebbe leggere, o rileggere, di tanto in tanto, le infinite pagine di storia che grondano sangue. Forse, forse, si eviterebbe qualche tragico errore.
E mentre rifletto, mi par di vedere quelle labbra che, per un quarto d’ora dopo la decapitazione, tremano convulsamente, e di udirne l’agghiacciante stridore di denti.