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La città degli unici - Enrico Ferri

Enrico Ferri fa un’analisi profonda del pensiero di Max Stirner e dell’individualismo filosofico, della relazione individuo-società, lo confronta col pensiero dell’anarchismo classico (Godwin, Proudhon, Bakunin, Kropotkin).
Se l'anarchismo classico considera lo sviluppo sociale come strumento essenziale di quello individuale, Stirner lo esclude perché una società che si costituisce come tale si pone immediatamente come altra dall'individuo; Stirner sostiene che nessuna società può produrre l'unico, ma solo individui che riconoscono il primato della società, quindi individui non liberi e originali, ma subordinati e omologati.
Per Stirner la forma più alta di individualità deve ancora essere raggiunta e il suo “L’unico e la sua proprietà” è la premessa per realizzarla. L’unicità è una conquista, riassume in sé tutti i caratteri universali e particolari che contraddistinguono ogni individuo e ne fanno un unicum.
I caratteri universali sono quelli legati alla condizione umana e quelli risultanti da una specifica storia e condizione. Ogni individuo può condividere con altri lingua, cultura, status economico. Ma nessuna delle componenti o condizioni dell’io (universali o personali) rappresentano l’individuo nella sua interezza. Non mostrano ciò che l’individuo è, ma ciò che riesce a conquistarsi: “è tale in quanto unico e proprietario”.
Stirner vede l’uomo come individuo unico e inscindibile. Un unico che per essere tale si oppone a tutto ciò che si traduce in qualsiasi forma di imposizione. L’unico è responsabile della propria esistenza ed è l’azione di ogni singolo che rende possibile liberarsi da ogni forma di sfruttamento e oppressione. Ovvero: se ognuno (ogni unico) fa valere i propri diritti, i diritti di tutti (dei singoli nel loro insieme), saranno tutelati.

Il nome di Stirner è stato spesso citato da personaggi di spicco della cultura e della politica della destra del Novecento. E come è mai possibile conciliare il pensiero di Stirner che in nome dell'unico rifiuta ogni gerarchia, ogni tradizione, tutte le morali e la storia nel suo insieme, in quanto "storia cristiana", con chi fonda il proprio pensiero sui valori della gerarchia, del primato della nazione, della comunità o dello stato?

Opera impegnativa senza dubbio. Merita, dopo una prima lettura, una rilettura (lenta e attenta) con pause di riflessione e approfondimento.