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Patricija

Gatta ci cova

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Maupassant. Vita di Guy de Maupassant - Henri Troyat, E. De Troja

Ribelle, insolente, insofferente, spesso arrogante e smargiasso. Ingordo di vita e di piacere. Forse d’amore.
Flaubert lo ama come un figlio. Lo aiuta, lo sprona, gli dà consigli. Ne riconosce il grande talento quando, giovinetto, gli sottopone le sue liriche. In lui non vede solo il poeta, vi riconosce le caratteristiche del grande scrittore. In una lettera datata 1 febbraio 1880, Flaubert scrive a Maupassant, in merito a “Palla di sego”: "... Il paesaggio e i personaggi sono ben delineati e la psicologia è resa alla perfezione. In breve ne sono rimasto affascinato; due o tre volte ho riso forte... [...] Questo breve racconto resterà, siatene certo. Belle le facce dei vostri borghesi! Non ne avete sbagliata una!... Avrei voglia di sbaciucchiarti molto, mi piace... Ribravo, per Dio!".
Guy, uomo orgoglioso del suo corpo e del suo talento. Vuole gloria, ricchezza e donne. Le avrà.
Ma detesta la vita salottiera. È attratto e allo stesso tempo infastidito dalle signore di mondo dallo spirito fatto con lo stampo come un dolce di riso alla crema. Gli amici letterati lo deludono come le donne, lo annoiano, lo fanno sbadigliare.
Trascinato dal successo si aprono le porte degli ambienti mondani. Ma in fondo, la vita lo fa soffrire. Certa parte d’umanità lo disgusta, lo avvilisce.
E allora trasloca, viaggia. Naviga con il suo Bel-Ami, poi col Bel-Ami II. E scrive. Si innamora dei luoghi, dei colori, degli odori. Sa, che per produrre capolavori bisogna guardare e pensare a ciò che si è visto. Vedere, il segreto sta qui, a patto di vedere bene.
Escono nuovi libri. Sono un trionfo. I lettori s’accalcano nelle librerie, la critica, come sempre, è sempre divisa tra elogio e disprezzo.
Poi la sorte si fa beffarda. Corpo e mente sono minati irrimediabilmente. È il crollo. Vicino il suo domestico, Francois Tassart, lo assiste con grande affetto.
Nell’ambiente letterario la maggior parte dei colleghi finge dispiacere. In realtà gioisce e ringrazia la sorte che ha tolto di mezzo un concorrente così importante.
Edmond de Goncourt lo attaccherà persino dopo, quando la penna di Guy non potrà più scrivere alcuna parola.

 

Azzardo.
Non so chi Maupassant abbia amato oltre sua madre, Flaubert e Tassart. Non so da chi, oltre loro, sia stato amato sinceramente.
E ho l’impressione che abbia morso la vita, che ne abbia goduto per disperazione.