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Mahahual (I narratori) - Pino Cacucci

"A nord di Mahahual sorge un orrendo molo […]. E qui, due o tre volte la settimana, attraccano navi da crociera del tutto simili ai desolati condomini “le Vele” di Scampia, in grado di portare a bordo fino a cinquemila forzati della finta gioia, provenienti da Miami per il giro del Caribe. Sbarcano, e non sanno neppure di trovarsi a Mahahual, perché il molo lo hanno chiamato Costa Maya, e quelli credono sia il nome del posto. La maggior parte viene “convinta” a non mettere il naso fuori dalle strutture del molo, che comprendono un delfinario, l’Hard Rock Cafe, qualche boutique di grandi firme, il tutto in una scenografia fasulla che somiglia ai surrogati di paesini degli outlet italiani. Un paese di cartapesta per poi poter dire agli amici “siamo stati anche in Messico”."

 

Ma Mahahual è altro. Mahahual è un microcosmo affacciato sul mar Caribe che si trova là dove finisce l’asfalto. Un angolo di paradiso in cui spiccano i colori della candida sabbia, delle palme scampate agli uragani, dell’acqua dai fondali multicolori con la sua barriera corallina seconda al mondo per grandezza dopo quella australiana. Un angolo di paradiso proprio.
Se non fosse per i disastri di cui è responsabile l’uomo.
E la poesia muore soffocata da un sacchetto di plastica. O da qualche “perdita accidentale” tossica legalmente approvata dalla comunità internazionale.
La penna di Cacucci accompagna con la scorrevolezza nota alla scoperta di luoghi, cose, persone, intenzioni.
Personaggi singolari come Chano Montelongo che ha nuovato a fianco di tutte le specie di squali e ora organizza escursioni sulla barriera corallina. Felipe Carrillo Puerto, “l’apostolo rosso dei maya”, governatore dello Yucatán dal 1922 al 1924, ucciso dai rivoltosi di Adolfo de la Huerta, e Alma Reed, una giornalista californiana, arrivata nello Yucatán come corrispondente del “New York Times” e rimasta per amore di Felipe. Elvia Carrillo Puerto, sorella di Felipe, sposata a Vicente Pérez all’età di tredici anni non per costrizione ma per vero amore. Mary Read, Anne Bonny e le loro imprese piratesche. E ancora altri nomi e altre storie. Quelle meno note, quelle che rimangono come un graffio appena visibile sulla roccia in attesa di un occhio acuto che le scorga.

 

Storie tracciate brevemente, forse volutamente essenziali. Messaggi in bottiglia trasportati dalla corrente delle parole. Invitano a riflettere, a scoprire e approfondire. Invitano a pensare. Invitano ad aprire una mappa e iniziare a sognare.