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Randagio è l'eroe - Giovanni Arpino

Un mondo che ha paura d’essere eroico ha bisogno di un Giuan che lo risvegli e lo inciti: “Va’ dove va il tuo cuore”. Un mondo che ha paura d’essere eroico ha bisogno di un cane randagio. Perché il cane randagio sa essere eroe.
Un Uomo come Giuan non può che avere a fianco una compagna come Olona. Così smisurato il loro amore da abbracciare l’intera umanità. Non fosse così, non farebbero ciò che fanno Giuan e Olona insieme all’amico Frank “testa di formica su uno spillo di corpo”.
Immense le loro anime, così i loro corpi “enormi dalle spalle ai ginocchi, il mento di lui come la metà d'un mattone, il seno di lei greve e scolpito come zuccherosa bilancia, nella luce moribonda che scontornava qua un gomito o un orecchio o il bianco dell'occhio, là confondeva cosce e talloni, cancellava le vaste pieghe dei ventri.
Il sogno di Giuan è compiere un miracolo, cambiare il mondo: ”Questo grosso pallone, questo grosso coglione che gira sotto il sole”.

 

Il cane randagio è un eroe. L’eroe è un santo. I santi compiono miracoli. I miracoli possono anche cambiare il mondo.


“Va’ dove va il tuo cuore” hai detto, Giuan. Hai ragione. Hai ragione, Giuan. Hai ragione, Giovanni.