11 Followers
10 Following
Patricija

Gatta ci cova

Currently reading

Hitler
Ian Kershaw, A. Charles Catania
Gli Impiegati
Honoré de Balzac
Cinquanta chili d'oro. Gli ebrei, i nazisti, gli italiani. Processo Eichmann: 1 - L. Crescenzi

Lo RSHA (ufficio centrale per la sicurezza del Reich) creata nel ’39 da Heydrich per combattere i nemici del regime nazista, aveva delle strutture locali sia in Germania sia nei territori occupati. Era quindi presente in tutta Europa compresi i paesi alleati. Uno degli uffici dello RSHA si occupava della deportazione degli Ebrei: l’ufficio IVB4, il cui compito era pianificare e coordinare le operazioni di rastrellamento, concentramento e trasporto degli Ebrei europei. A dirigere l’ufficiale delle SS Adolf Eichmann.

 

1961. All’ultimo piano del Beit Haam, la Casa del popolo di Gerusalemme, si trova la cella di Adolf Eichmann in attesa del processo.
11 aprile 1961. Dentro l’aula i giudici, seduti sul gradino più alto, dominano la sala. Appena sotto siedono due traduttori ufficiali e gli stenografi. Al livello più basso, sulla sinistra, una gabbia di cristallo a prova di proiettile ospita l’imputato che può comunicare col suo difensore tramite cuffie e microfono. Di fronte all’imputato si colloca il banco dei testimoni. Seguono, a livello del pavimento, due tavoli: a sinistra quello del difensore, a destra quello dei procuratori. Alle loro spalle, una transenna separa lo spazio della Corte dalla prima fila di poltroncine per il pubblico. Quattro telecamere nascoste riprendono.
Beth Hamishpath! Entra la Corte. Il grido che proclama l’inizio della prima udienza di quell’11 aprile e che annuncerà tutte le successive.
L’11 maggio, alla 36° udienza si apre il “capitolo italiano”. Unica teste italiana Hulda Cassuto Campagnano. È un susseguirsi di documenti. Fra i tanti ci sono quelli che riguardano le richieste dei tedeschi in merito al problema ebraico in vista dei colloqui tra il ministro degli Esteri Ribbentrop e Mussolini; quelli delle SS che denunciano l’atteggiamento degli italiani intervenuti a favore degli Ebrei. Documenti relativi alla retata del ghetto di Roma. Documenti riguardanti il Vaticano.

Nel libro sono raccolti atti giudiziari, verbali delle udienze, deposizioni dei testimoni. In appendice due deposizioni di Primo Levi, una testimonianza di Susanna Cassuto.
Libro importante, prezioso, fonte ricca d’informazioni e documenti tradotti per la prima volta in italiano.


È una lettura emotivamente difficile, dolorosa, spesso soffocante. Ci si chiede continuamente “Perché?”. Non si trova risposta. E nasce forte la consapevolezza che fino a quando ogni individuo non sarà considerato unicamente un essere umano la storia potrà ripetersi. Come diceva Primo Levi nella sua opera I sommersi e i salvati: “È avvenuto, quindi può accadere di nuovo”.

 

P.S. Segnalo: fra pag 148 e 149 sono inserite alcune foto. Alla settima pagina la didascalia sotto l'immagine di Eichmann riporta il nome di "Alfred Eichmann" anziché Adolf.