11 Followers
10 Following
Patricija

Gatta ci cova

Currently reading

Hitler
Ian Kershaw, A. Charles Catania
Gli Impiegati
Honoré de Balzac
Il piccolo libraio di Archangelsk - Georges Simenon, Massimo Romano

Jonas Milk crede di appartenere a quella piccola comunità di provincia dove tutti si conoscono, si salutano. “Buongiorno signor Jonas”. Chiamarlo signor Milk sarebbe troppo.
Non ha mai pensato che chi lo circonda potrebbe attendere soltanto un pretesto per dar sfogo all’odio? L’odio per il diverso. Per lo straniero.
Ma Jonas guarda il mondo con i suoi occhi miopi che gli rendono una visione diversa degli uomini e delle cose. Almeno fino a che Gina esce di casa e non torna. Dov’è Gina? Gli sguardi - giudici implacabili - dei conoscenti lo costringono a dare una risposta che lui non ha. ”È andata a Bourges”. Quando torna non lo sa.
“Buongiorno”.
“Signor Jonas” non serve più.
”Lei è ebreo, non è vero?”.
Jonas è gentile, ha un animo buono, non ha mai giudicato gli altri. Non l’ha fatto nemmeno con Gina.
Pagherà.
La cordialità si fa improvvisamente astio. La disponibilità si trasforma in freddezza.
Com’è facile - in occasione di certi accadimenti - in una società arida e meschina eleggere il colpevole.
Si elevano a pretori, agiscono con la massima spietatezza. Lacerano l’anima e la vita del “colpevole” di turno con bocche che han più denti di uno squalo.
Hanno la coscienza lurida e non se ne rendono conto.
Capita. Troppe volte. Per non dire sempre.
Magari accadesse solo nei romanzi.

 

P.S. Monsieur Simenon, non leggevo un tuo libro dai tempi dell’adolescenza. Male. Molto male! Chiedo perdono. Rimedierò. Promesso!