11 Followers
11 Following
Patricija

Gatta ci cova

Currently reading

Hitler
Ian Kershaw, A. Charles Catania
Gli Impiegati
Honoré de Balzac
La chimera - Sebastiano Vassalli

«Bruciare vivi è la morte più orrenda che ci sia e io non credo di togliere nulla alla pena che i giudici hanno stabilito per la strega togliendole un poco di quella capacità di intendere che è anche capacità di soffrire. Che Dio mi perdoni se sto per commettere un errore, e che Dio ci aiuti!».

In quest’orgia macabra e folle, ha avuto più cuore il boia dell’intera comunità.

Anno domini 1610.
«Maledetta strega! Devi crepare! A morte! Al rogo!»
“Antonia non fu più. Esplose il giubilo della folla: i tamburi, le raganelle, le trombe, le collane di barattoli quasi non si sentivano, sopraffatti com’erano dal frastuono di migliaia di voci che gridavano la gioia irripetibile di quel momento e di quell’ora: «Evviva! Evviva!».

“La chimera” non è un romanzo. Non solo.
È la storia di egoismi e ipocrisie. Di timori e spietatezze.
È la storia della bestialità umana, del desiderio incontenibile d’affondare gli occhi nello spasmo ultimo della vittima designata.
È la storia dell’intolleranza, del fanatismo, della violenza figlia dell’ignoranza.
È la storia del seme maledetto che troppe volte è nato e fiorito, che troppe volte ha dato il suo frutto.
La forma cambia, la sostanza rimane pressoché invariata.
Cambiano i nomi dei carnefici e delle vittime. Variano gli scenari, i copioni e le comparse. Ieri erano piazze gremite di gente urlante, oggi appartamenti d’ogni sorta e vicini indifferenti.

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Il tempo scorre, le vite si spengono inghiottite dal nulla. È la storia del mondo.
Rimane il nulla. E quell’Assenza che il nulla abita.