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Bestie, Hexe, Kommandeuse von Buchenwald: Wer war Ilse Koch? (German Edition) - Falk Plücker

Ilse Köhler, nasce in una famiglia piccolo-borghese, una ragazza come tante, graziosa, sorridente, impiegata come segretaria. Ambisce una posizione superiore nella società. Quando incontra Karl Otto Koch il sogno si fa realtà. Il 25 maggio 1937 Ilse diventa la signora Koch. La cerimonia si celebra a mezzanotte in un bosco di querce. Gli sposi sono circondati da SS in alta uniforme e torce fiammeggianti.

Inizia l’ascesa di Karl. Viene nominato comandate del campo di Buchenwald. La coppia si trasferisce in una grande villa nei pressi del campo. Un edificio magnifico, maestoso. Nasce il primo figlio, Artwin. Nei due anni successivi vengono alla luce Gisela, e poi Gudrum che morirà piccina. Manfred, figlio di Karl, nato dal primo matrimonio, li raggiunge. Ha 12 anni, non riesce a legare con Ilse. Rimarrà con loro per poco, poi andrà in collegio.

Adiacente alla zona dei prigionieri c’è uno zoo. Ilse porta i bambini e così fanno le altre famiglie delle SS. Non lontano c’è anche un maneggio. La signora Koch, appassionata di cavalli frequenta regolarmente lezioni di equitazione cavalcando “Bambola” il cavallo nero che le ha regalato Karl.

I bambini dei vicini, adattano una filastrocca giocando sui loro nomi, segno dell’antipatia che nutrono nei confronti della sprezzante coppia:

Ilse Bilse,

niemand willse.

Kam der Koch,

nahm sie doch,

steckt sie in das Ofenloch.

(Ilse Bilse/nessuno la vuole/arriva il cuoco/se la prende/la mette nel forno).

 

E ancora non sanno che quella signora, con la pelle dei detenuti farà rivestire sedie, realizzare paralumi, confezionare guanti. Ancora non sanno, quei bimbi, figli di altri mostri, che quella signora poserà le teste decapitate di due giovani, dopo averle fatte mummificare, impagliate e ridotte alle dimensioni di un pugno, sul suo tavolo.

E tanto altro non sanno.

Finita la guerra verrà processata una prima volta. La condanna sarà lieve e scatenerà l’indignazione generale. Si farà un secondo processo. Ma essendo l’imputata incinta, la condanna sarà “Ergastolo”. Il figlio che nascerà, Uwe, è colui che inconsapevolmente la salverà dalla pena capitale. Uwe, affidato a una famiglia adottiva, saprà chi è sua madre. Si incontreranno. Lei gli dedicherà persino qualche poesia. Nel ’67 scriverà un ultimo biglietto per lui. Poi si toglierà la vita. L’unico modo per liberarsi.

 

P.S. Biografia brevissima. Mi aspettavo qualcosa di più. Sulla “bestia di Buchenwald” non c’è molto. In italiano poche pagine, se non righe, all’interno di qualche libro. E oltre a questa micro-biografia (ahimè in tedesco, che ho faticato a tradurre), ne ho trovata una in inglese che spero si riveli più approfondita. Nonostante la brevità, rende comunque un profilo agghiacciante di questa donna capace di atti che non dovrebbero appartenere nemmeno al peggiore degli esseri viventi.