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Troppe puttane! Troppo canottaggio! Da Balzac a Proust, consigli ai giovani scrittori dai maestri della letteratura francese - Filippo D'Angelo

Il talento è pazienza. Il talento è saper togliere il velo della menzogna alla realtà per metterne a nudo l’ignoto. Il talento è cercare il Vero attraverso il Bello. Il talento è osservare e conoscere l’umanità fino a condividerne sogni e sofferenze. Poi si stendono esistenze e mondi sulla carta.
Insomma, avete talento? Volete scrivere? “Vampirizzate” la vita di chi vi sta attorno. Amici e parenti compresi. Un po’ di divertimento in meno (pensate al titolo) e un po’ d’impegno in più. Non siate fannulloni. Lavorate! Scrivete ogni giorno perché l’ispirazione arriva così.
Ascoltate gli elogi con un solo orecchio e le critiche con entrambi. E non preoccupatevi troppo degli stupidi.
Leggete i consigli di questi giganti della letteratura francese. Balzac, Baudelaire, Flaubert, il suo amatissimo Maupassant e (il mio amatissimo) Zola, Gide, Proust.

 

Zola, a proposito di regole e scuole, scrive:
“Le regole hanno la loro ragion d’essere solo per il genio, a partire dalle cui opere si è potuto formularle; ma per il genio non si trattava di regole, piuttosto di un modo personale di vedere, di un effetto naturale dello Schermo.
Le scuole sono state create per la mediocrità. È bene che ci siano regole per quelli che non hanno la forza dell’audacia e della libertà. Sono le scuole che riforniscono di quadri e statue le dimore signorili e i grandi edifici pubblici, che trovano un’aria per ogni canzone, che accontentano le aspettative di milioni di lettori. Si può riassumere tutto ciò dicendo che la società ha bisogno di un certo lusso più o meno artistico, e che, per soddisfare questo bisogno, le scuole fabbricano, con esiti più o meno buoni, un numero convenuto di artisti all’anno. Questi artisti esercitano il loro mestiere, e va bene così. Ma il genio è tutt’altra cosa: è proprio della sua natura non essere di nessuna scuola, e crearne di nuove, se necessario. Egli si accontenta di interporsi fra la natura e noi, e di offrircene con naturalezza le immagini, mentre ci si vuole servire dei suoi prodotti, della sua libertà di azione, per proibire ogni originalità ai discepoli. Cent’anni dopo, un altro Schermo ci offre altri abbozzi dell’eterna natura, e nuovi discepoli formulano nuove regole. E così via. Gli artisti di genio nascono e crescono liberamente; i discepoli ne seguono la traccia. Le scuole non hanno mai prodotto un solo grand’uomo, sono i grandi uomini che hanno prodotto le scuole. Queste, a loro volta, ci forniscono bene o male la manodopera artistica di cui la nostra civiltà ha bisogno”.

 

Il vostro talento s’accompagna al genio? Siate liberi ;-)