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Patricija

Gatta ci cova

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Honoré de Balzac
Kruso (Formelunghe) - Lutz Seiler

Germania, 1989.
Ed, giovane studente di germanistica perde la fidanzata in un incidente. Quando anche il loro gatto, Matthew, scompare, Ed lascia tutto e parte. Il suo viaggio lo conduce sull’isola di Hiddensee, nel mar Baltico, un tempo meta per grandi intellettuali e artisti; punto d’approdo per fuggiaschi, naufraghi volontari che arrivano lasciando alla terra ferma e al passato le proprie identità. A dividere è l’acqua. Questo firmamento liquido che porta e allontana, che sottrae e restituisce; l’acqua che lambisce i contorni dell’isola e la separa da altre terre, da altre storie, da altre realtà. Le realtà personali. Le realtà politiche.
Sull’isola, Ed trova occupazione nella locanda “All’Eremita”. Krusowitsch, detto “Kruso” lo accoglie, lo guida alla scoperta di sé e degli altri; altri “naufraghi” volontari, tutti uniti in questa piccola Comune dove ognuno torna se stesso, dove ognuno può ascoltare la propria voce interiore, dove non si fugge e non si annega. Un’isola che consente di tornare indietro da “illuminati”. Un’isola che consente di scoprire l’amicizia, la condivisione, la solidarietà, la tenerezza. Un’isola dove le storie e le vite si fondono, si compenetrano, si vivono.
E c’è lei, la Libertà.
La Libertà. Lì, sul’isola di Hiddensee.
Hiddensee. Hidden, nascosto. See, vedere…
Cercare la Libertà. Esiste, la Libertà. È lì, sull’isola. Perché l’isola c’è, o no?

 

Non si può raccontarlo, va letto. È un libro spesso, e non per il numero di pagine.
C’è uno sciabordio continuo di concetti filosofici, riferimenti letterari, poesia. Tanta, tanta poesia. Un linguaggio ricco, raffinato. Le parole sono lì, esattamente dove devono essere.
È un libro che si apre e si chiude con la morte. Ciò nonostante è un libro che parla di vita.

 

Se decidete di leggerlo, prendetevi il tempo che serve. Il viaggio è lungo, talvolta difficile. Prendetevi tempo, raggiungete Hiddensee. Unitevi ai fuggiaschi, o alla ciurma, se preferite. Senza fretta. Senza alcuna fretta.

 

P.S. bisogna essere audaci per decidere di pubblicare un libro così in Italia. Un bell’ardire davvero.
Straordinaria la traduzione di Paola Del Zoppo.

 

P.P.S. Lascio questo brevissimo e acuto passaggio. A Ed era piaciuto oltre misura. A me, pure.
…"Perché no" era un raffinato "sì", che aveva considerato le ragioni per un "no". Perché no.