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Dizionario dei personaggi di romanzo. Da don Chisciotte all'Innominabile - Gesualdo Bufalino

Gesualdo Bufalino – Dizionario dei personaggi di romanzo

Il Maestro della parola presenta centotrentadue personaggi di romanzo iniziando dal 1605 con Don Chisciotte per finire al 1953 con L’innominabile. È un susseguirsi di meraviglie letterarie, pura istigazione alla lettura o alla rilettura. Bufalino propone le pagine che meglio rappresentano il personaggio dell’opera non prima d’averne tratteggiato il suo personale ritratto. Poche preziosissime righe.
La mia già chilometrica lista di titoli s’è ulteriormente allungata. Tanti i personaggi che vorrei incontrare nuovamente, parecchi quelli che mi piacerebbe conoscere. E naturalmente un posto speciale per lui, Gesualdo.

P.S.
Giacché sono presenti entrambi i personaggi che più ho amato, riporto i ritratti che ne fa Bufalino. Credo valgano più d'ogni commento.


Don Chisciotte:

“Uno dei massimi emblemi letterari d’ogni epoca. Templare e romeo dell’ideale, indeciso fra realtà e visione, dissennatezza e senno, lacrime e umore; lirica marionetta che rimette ogni volta a posto i suoi pezzi bastonati e malconci dopo l’ennesima testarda collisione coi giganti a vento e le nuvole... Questo e mille altre cose ancora: metafora di libertà, battista e cristo di hispanidad, ossuto spettatore–attore di un universale teatrino di Maese Vedrò; l’unico, insomma, per cui si possa dire, contro Goya, che il sonno della ragione genera angeli.”


Jean Valjean:

”Coi «Miserabili» la società, e sia pure secondo scenogrammi di esorbitante teatro, si processa allo specchio, e si vede brutta. Jean disegna così, con le sue spalle di scaricatore e la sua sostanziale malinconia, una parabola–tipo di ingiustizia, sofferenza e redenzione, da Valjean a Madeleine a Fauchelevent a Leblanc. Vittima della macchina civile, ma forse è più giusto dire bullone spanato nell’ingranaggio, egli porta in una Parigi di palazzi e di fogne la sua solitudine di malfattore braccato e martire, a cui alla fine non mancherà una morte edificante per essere santo.”