Questo libro è dedicato ai mediocri, quelli che stanno fra il molto e il poco, fra il grande e il piccolo, fra il buono e il cattivo, fra il bianco e il nero.
Seguano scrupolosamente i consigli di Luciano. Sei lezioni e diventeranno intellettuali. Il talento non serve. Leggere nemmeno.
Non legga chi sta sempre nel mezzo, chi vive a metà, chi non finisce il proprio pensiero. Ci penseranno gli altri. Il mediocre badi solo a salire i gradini verso l’alto. Non si sporchi le mani e la mente. Lo faranno gli altri.
Non legga il mediocre. Si munisca invece di pipa. È un ottimo riparo. Se non sa cosa dire può prenderla, riempirla, portarla alla bocca, accenderla, produrre una bella nuvola di fumo protettrice. Si ricordi anche di atteggiare le labbra a cul di gallina, “che non ha un significato preciso, ma fa sempre effetto”.
I mediocri evitino di leggere anche questo libro. Se lo facciano raccontare.
Luciano, che risate amare. Da far male. E che macigni le parole. Meno di cento pagine son più d’una tonnellata. Sai che non è cambiato niente? Tutto come allora, quando quelli come te, quelli non allineati, quelli fuori dal coro dovevano lottare per non perire.
Ah, Luciano, quanto manchi!