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Patricija

Gatta ci cova

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Honoré de Balzac
Stagioni diverse: con il racconto Stand by me - Ricordo di un'estate - Bruno Amato, Maria Barbara Piccioli, Paola Formenti, Stephen King

L'eterna primavera della speranza - Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank

L'estate della corruzione - Un ragazzo sveglio

L'autunno dell'innocenza - Il corpo

Una storia d'inverno - Il metodo di respirazione

 

Sono le storie di Andy, banchiere in carcere con l’accusa d’aver assassinato la moglie. Del tredicenne Todd che riconosce nel signor Denker il vecchio nazista Dussander. Dei quattro amici adolescenti che trovano il corpo senza vita di un loro coetaneo. Di David, notaio di mezz’età che ascolta il dr. McCarron raccontare la storia di un parto che nulla ha di “naturale”.

King afferma d'aver scritto ciascuno di questi racconti subito dopo aver terminato un romanzo, come se ultimata l’opera fosse rimasto nel serbatoio ancora carburante sufficiente per dar vita a una novella. “Il corpo”, il racconto più vecchio, fu scritto subito dopo “Salem’s Lot”; “Un ragazzo sveglio” seguì “The Shining”; “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank” prese vita conclusa “La zona morta”; “Il metodo di respirazione”, il più recente, dopo “L’incendiaria”.

 

Il mio primo incontro col Re fu infelice. Lo abbandonai e non lo cercai più. Ci ho riprovato dopo decenni su consiglio di una carissima amica. L’ho fatto con Stagioni diverse. Inquietante quanto basta, lo definirei più drammatico che orrorifico. Drammatico perché il raccapriccio fra le pagine in fondo è niente rispetto a quello che s’insinua nel quotidiano. Riflettendoci, c’è più malinconia che vizio, tenerezza più che avversione.

Non è il mio genere, però la scrittura è davvero notevole. King traccia con grande capacità gli stati d’animo tutti. Non sento d’essergli diventata amica. Non ancora, almeno. Tengo le distanze, come fanno quei gatti curiosi ma diffidenti.
E a proposito di gatti: King! Il gatto nel forno non me lo dovevi mettere! Non si fa. Imperdonabile!

 

P.S. Fastidiose le “d” eufoniche nella traduzione del secondo racconto. Non le digerisco. Problema mio, direte. Ma tant’è.