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Patricija

Gatta ci cova

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Tutti gli uomini sono bugiardi - Alberto Manguel, E. Liverani

“Elogio della menzogna” viene al mondo, fra botte e torture, nella cella di un carcere argentino.
Alejandro Bevilacqua, presunto autore dell’opera, spicca il volo dalla finestra della casa di Manguel la sera dopo la presentazione ufficiale del libro nella libreria Antonio Machado di Madrid.
Perché? Si tratta di suicidio o di omicidio? Chi era Alejandro Bevilacqua? Il vero autore di “Elogio della menzogna” chi era, o chi è?
A distanza di anni il giornalista francese Jean-Luc Terradillos cerca di ricostruire l’identità di Alejandro. E la verità.
Fra le voci che lo raccontano c’è qualcuno che possa farne un ritratto sincero? Qualcuno che possa riedificare una realtà smarrita o forse mai nata? Bevilacqua era veramente una presenza anonima che sapeva distinguere “tra il falso vero e il vero falso, e il primo gli sembrava più reale”? Era davvero uno pseudo-Bartleby sfuggente e impalpabile, un “abbozzo di vita”? O era l’esatto contrario?
Bevilacqua, “amante, eroe, amico, vittima, traditore, autore apocrifo…” è il risultato di verità difformi fra loro, verosimili singolarmente.

 

In fin dei conti, la verità si tesse con mille menzogne. Fa parte del gioco letterario. E non solo, a ben pensarci. È un gioco in voga anche nelle sale dei potenti.

 

P.S. Certo è che in questo romanzo di Manguel si respira, fra citazioni e riferimenti, il suo amore per la letteratura. E senza ombra di menzogna.