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Sacré bleu - Christopher Moore, Luca Fusari

Sacrebleu! Si fa presto a dire Blu.

Ma se diciamo “sacré bleu”, la storia cambia. Oh, se cambia!

Il sacro è il blu più bello e prezioso, si ottiene dalla polvere del lapislazzulo. Salpa dall’Oriente e approda in Occidente. Eccolo, è il blu oltremare. Il sacré bleu.

E dal sacro pigmento prendono vita la Parigi di fine Ottocento e i suoi più grandi impressionisti. Lucien Lessard, fornaio aspirante pittore, ha una musa bellissima e misteriosa. Juliette.  Ambiguo e oscuro è il Colorista che l’accompagna. Hanno poteri prodigiosi e inquietanti. Nel vortice di colori, vapori d’alcol e odori di bordello si districano e s’arruffano oscure trame: la morte di Van Gogh e un succedersi d’incomprensibili avvenimenti. Che il blu oltremare ne sia responsabile?

 

È un romanzo blu. Blu di mistero. Blu di storia. Blu d’arte. Blu d’ironia. Blu d’amore. E blu di follia.

Ha ragione Christopher: il blu è inafferrabile. Provate a catturare il colore del cielo, a raccogliere il blu del mare.

“Il blu è astuto, sornione, sguscia nella stanza di sbieco, è subdolo e scaltro.

Questa storia parla del colore blu, e al pari del blu non vi è niente di vero. Blu è la bellezza, non la verità. In inglese si dice true blue, ma è un giochetto, una rima: ora c'è, ora non più. È un colore profondamente ambiguo, il blu”.

Appunto. Si fa presto a dire Blu.

 

Ci sei riuscito Moore! Sarà perché mi perdo nel blu oltremare. Sarà perché hai intrecciato con abilità storia e sogno, mistero e ironia. Sarà perché la tua antipatia per Degas uomo m’ha invogliata a conoscerlo al di là della sua arte. Sarà per tutto questo e per altro ancora.  Ho un appuntamento con Renoir, Sisley, Monet, Pissarro, Gauguin e ti porterò con me. Guarderemo insieme l’ambiguo blu con le sue infinite sfumature, cercheremo l’oltremare là, sulle tele. Faremo un viaggio nello spazio e nel tempo. L’hanno fatto loro. Possiamo farlo anche noi. Sacrebleu!

 

P.S. Bellissima e appassionata la postfazione.