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Patricija

Gatta ci cova

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La famiglia Hitler - Wolfgang Zdral

Alois, figlio illegittimo, uomo che vive d’istinti, a trent’anni diventa padre di una bimba illegittima chiamata Therese di cui gli storici nulla hanno scoperto. A 36 anni sposa Anna Glassl. La sposa di anni ne ha 50, ha parecchi soldi e poca salute. Mentre le condizioni fisiche della moglie peggiorano, Alois inizia una relazione con Franziska, di 24 anni più giovane di lui. Lei ha 17, forse 18 anni. E un’altra minorenne, Klara, entra in casa Hitler per assistere la povera Anna. La mamma di Klara è una delle figlie di Npomuk, padre adottivo (o meglio effettivo) di Alois, quindi è cugino della giovane Klara la quale, per differenza di età, chiama Alois zio. Quando la relazione tra Franziska (Fanni) e Alois viene scoperta, la moglie tradita chiede e ottiene il divorzio. Nel letto di Alois al posto di Anna entra Fanni che diventa la nuova padrona. Fanni, gelosa, esige che Klara abbandoni la casa. La giovane torna al suo paese. Due anni dopo Fanni mette al mondo un figlio illegittimo. Alois lo riconosce come Alois junior dopo il matrimonio, avvenuto sei mesi dopo la morte della prima moglie; Fanni è in avanzato stato di gravidanza della loro prima figlia. Due settimane dopo le nozze nasce Angela. Lo stesso anno Fanni si ammala di tubercolosi e Alois richiama a servizio Klara. Fra la giovane e il suo signore inizia una relazione. Non si danno certo pena delle gravi condizioni in cui versa la padrona di casa che muore nell’agosto del 1884, a 23 anni. Neanche a dirlo, Klara è incinta. Alois e Klara decidono di sposarsi nonostante il lutto. Nessuno sa che sono cugini di secondo grado. Dichiarata la parentela di terzo grado, ottengono la dispensa e convolano a nozze. Lui ha 47 anni, è dispotico, iracondo; quando si ubriaca è violento. Lei ha 24 anni. Klara mette al mondo sei figli. I primi tre muoiono a breve distanza di tempo l’uno dall’altro. Il 20 aprile 1889 nasce Adolf. Klara ha 28 anni, Alois 51. Quattro anni dopo nasce Edmund e nel gennaio del 1896 Paula. Edmund muore di morbillo all’età di sei anni.
E questo è l’inizio. Poi c’è il resto: a iniziare dal rapporto malato con la madre prima; e da quello, forse incestuoso, con la nipote Geli, più avanti. Probabilmente le uniche donne per le quali abbia nutrito un sentimento. D’amore non direi.
Il profilo degli altri Hitler non è certo edificante. È il ritratto di famiglia dell’“omiciattolo” responsabile di uno dei peggiori crimini contro l’umanità.

 

Immaginate come sarebbe potuta cambiare la storia se i genitori di Hitler, anziché dichiarare il terzo grado di parentela, mentendo, avessero detto il vero. Non avrebbero ottenuto la dispensa ecclesiastica. L’Adolfino non sarebbe nato, e non avrebbe interrotto il suo delirio il 30 aprile del ‘45.
Sempre che sia andata così, perché non è detto. Potrebbe essere terminato molti anni dopo, in una qualsiasi “Braunau” argentina. Ma questa è un’altra storia. E un altro libro.

 

Continuo a preferire libri di Storia scritti da storici anziché da giornalisti.
La traduzione non ha aiutato.
“I sogni che sogna…”
“… il padre gli paga per un po’ le lezioni di violino di tre quarti. Una preposizione semplice fuori luogo può causare acidità di stomaco. E chissà, una articolata.