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“L'utopia è l'irrealizzato, non l'irrealizzabile”

Max Stimer - Victor Roudine, M. Grimaldi

Roudine analizza, fra le pagine de “L’unico e la sua proprietà” il pensiero di Max Stirner sulla lotta operaia.

 

Stirner aspira a una società senza costrizioni, libera dalle regole della politica, dello stato, della religione. Un insieme di “Unici” senza Dio né padroni.
L’IO de L’unico e la sua proprietà è un “io” collettivo. Egli stesso scrive: “Non l’isolamento o la solitudine è lo stato originale dell’uomo, ma la società. […] La società è il nostro stato di natura.”
Vuole che ogni individuo prenda coscienza dei propri bisogni, faccia il proprio interesse e non quello del padrone; che combatta per non essere oppresso dal tiranno, che si batta per non essere soggetto debole e quindi ricattabile.
“Gli operai hanno in mano il potere più enorme: se ne diventassero davvero consapevoli e l’adoperassero, niente potrebbe resistere loro: basterebbe che essi sospendessero il lavoro, considerassero come proprio il prodotto del lavoro compiuto fino a quel momento e se lo godessero. Questo è il significato delle rivolte operaie che affiorano qua e là.”
Stirner sostenitore della lotta sociale. “per gli oppressi, essere morale è ribellarsi, essere immorale è rassegnarsi”. L’IO è un “io” di classe.

 

“L'utopia è l'irrealizzato, non l'irrealizzabile”.