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Patricija

Gatta ci cova

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Honoré de Balzac

Natura viva con morti

Ninfee nere - Michel Bussi, Alberto Bracci Testasecca

“Tre donne vivevano in un paesino.

La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista.

Il paese aveva un grazioso nome da giardino: Giverny.”

 

La clessidra segna il tempo. La sabbia scorre da un bulbo all’altro.

La clessidra ruba l’acqua, perché questo è il suo significato.

E così la sabbia scende e copre, l’acqua scorre e dilava. Entrambe celano ma non cancellano.

Lì, dove Monet ha voluto il suo paradiso liquido, l’orizzonte è vago, il tempo oscillante, la luce tremula, le voci indistinte, i nomi confusi.

E anziché vedere il mondo reale, cogliamo le apparenze. Come con Claude.

 

A  un certo punto ho capito. Poi mi son detta: eh no! C’è quel grembiule azzurro, è lì che di tanto in tanto fa capolino. Non può essere.

E invece era.

Bravo Bussi! Hai fatto come Monet. Hai lavorato su più tele contemporaneamente, lui a inseguire le trasformazioni della luce, tu vagheggiando quelle del tempo. In ambo i casi ci si perde nelle sfumature. E che sfumature!