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Il racconto della serva Zerlina - Hermann Broch, A. Vigliani

«È una storia che mi traghetta attraverso gli anni, e gli anni passano, e la storia resta, anche se la racconto mille volte; non riesco, non riesco proprio a liberarmene».

 

Ad ascoltare lo splendido monologo della vecchia serva è A., inerte sul canapè in stato di dormiveglia.
Giovanissima, bella e “soda”, Zerlina divenne amante di von Juna, l’uomo che aveva una relazione amorosa con la baronessa, sua padrona.
Fu un’avventura erotica intensa a ruoli scambiati: lei dominava, lui serviva.
Racconta la vecchia Zerlina. Le parole corrono nella lunga confessione, attraversano passioni, voglia di rivalsa, di riscatto per la sua condizione. E si aprono alla consapevolezza del torto inflitto al barone, l’uomo che la sfiorò senza spogliarla del pudore.

 

Hannah Arendt scrisse all’amico scrittore: “è una delle più grandi storie d’amore che io conosca e personalmente quella che mi è forse più gradita”.
Dov’è quest’amore? Credo sia chiuso nello scrigno più intimo. Quello che Zerlina conserva da oltre quarant’anni. In quello scrigno è l’amore nato dalla rinuncia di un padrone che non volle togliere rispetto alla sua serva. Avrebbe potuto. Le palpò il seno. Una sola volta. È il ricordo che rimane scolpito nel cuore della donna. E anche dopo quarant’anni lei lo ama. Con tutta l’anima.

 

Che peccato separare questo racconto dal resto dell’opera brochiana.
Ora vedrò di recuperare “Gli incolpevoli” che raccoglie, tra gli altri racconti, anche quello della serva Zerlina.
Mr Adelphi, non potevate pubblicare l’intera opera?