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“Io sono convinto che l'Italia sarà grande per la libertà o sarà schiava”.

La Rivoluzione - Carlo Pisacane

Pisacane che rispettava e stimava enormemente Mazzini, non mancò di criticarlo duramente. Egli oltrepassò il pensiero mazziniano e s’accostò a quello anarco-socialista.

Per definire il suo pensiero usò due termini: Libertà e Associazione” a sostituzione del motto mazziniano Dio e Popolo”.

Secondo Pisacane la società perfetta è quella in cui ognuno può godere dei propri diritti, sviluppare le proprie facoltà fisiche e morali senza doversi umiliare davanti ai suoi simili né soggiogarli. Una società libera di eguali mossi da sentimenti nati dalla ragione, dove nessuno abbia a subire costrizione di agire contro di questa o reprimere le altrui disposizioni.

Per arrivare a ciò, la via da intraprendere è quella della rivoluzione.

Vi sono delle persone che dicono: la rivoluzione dev'esser fatta dal paese. Ciò è incontestabile. Ma il paese è composto di individui, e se attendessero tranquillamente il giorno della rivoluzione senza prepararla colla cospirazione, la rivoluzione non scoppierebbe mai. Se al contrario tutti dicessero: la rivoluzione deve farsi dal paese e siccome io sono parte infinitesimale del paese, così ho io pure la mia parte infinitesimale di dovere da adempiere, e l'adempisse, la rivoluzione sarebbe fatta immediatamente e riuscirebbe invincibile perché immensa. Si può non esser d'accordo sulla forma di una cospirazione, sul luogo e sul tempo in cui una cospirazione debba compiersi: ma non essere d'accordo sul principio è un'assurdità, un'ipocrisia, un modo di celare il più basso egoismo.”

 

P.S. Date retta a Bianciardi: leggete (e rileggete) Pisacane prima del dottor Guevara!