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I Beati Paoli. Grande romanzo storico siciliano - Umberto Eco, Luigi Natoli, Rosario La Duca

Il romanzo popolare di Luigi Natoli uscì a puntate sul Giornale di Sicilia dal 6 maggio 1909 al 2 gennaio 1910.

239 episodi firmati con lo pseudonimo di William Galt. Nel 1912 la casa editrice Gutenberg lo pubblicò interamente, sempre a firma di Galt. Sarà solo nel 1971 che il romanzo uscirà riportando il nome reale dell’autore, Luigi Natoli, edito da Flaccovio.

 

Sicilia, fine XVII, inizio XVIII secolo.

Si muovono nell’oscurità di Palermo, i Beati Paoli. Sono ombre silenziose, talvolta vendicative. Non riconoscono la giustizia dello Stato di cui beneficiano solo i forti.

La giustizia del re è amministrata da uomini che vedono in essa non un dovere, ma il salario. Essi stanno non già a deliberare, a riconoscere il diritto di ciascuno, ma a garantire il più forte contro il più debole. I forti sono i feudatari, gli ufficiali dello Stato, i signori, il clero. Circondati d'immunità, irti di privilegi, foderati di pergamene, essi hanno un diritto per loro conto, che non è il diritto degli altri, dei deboli”.

La loro legge non è scritta in alcuna costituzione regia, è impressa nei loro cuori; la applicano e obbligano a rispettarla. Ascoltano le voci degli ultimi, dei sottomessi, dei diseredati vittime di tante ingiustizie.

Avvertono, prima. Poi agiscono.

La loro arma è il terrore e il mezzo per servirsene l’ombra, il mistero. La loro giustizia non ha mai punito innocenti, ha invece asciugato tante lacrime.

Con grande abilità Natoli mescola personaggi e fatti reali con altri di pura fantasia. È un crescendo d’intrighi, segreti, inganni, rancori, vendette, sete di potere.

Ci sono tutti gli ingredienti per renderlo un grande romanzo. Di quelli senza tempo.

 

E vi avverto: don Raimondo è cattivissimo!