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Patricija

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Ravel. Un romanzo - Jean Echenoz, Giorgio Pinotti

Interessante l’idea di costruire una struttura narrativa simile alla partitura del Bolero. Un crescendo costante fino all’esplosione finale. Tuttavia m’è mancata quella ricchezza di armonici carichi di sensualità, intensità, calore.

So che non è una biografia, ma un romanzo e l’ho letto senza dimenticarlo. Epperò m’aspettato di trovare altro. Più anima, più sensibilità, più vita, più musica. Più sentimento. Più profondità. E m’è presa improvvisa la voglia di riascoltare “Daphnis et Chloé” e “Pavane pour une infante defunte”. Leggevo e ascoltavo. Ho pensato di guardare attraverso la pagina per vedere meglio, per capire. Cercavo un altro Maurice. E spontanea è sorta la domanda: davvero è questo Ravel? È solo questo?

Forse non ho saputo andare oltre le parole. Limite mio.

 

P.S. E ho anche un paio di perplessità. Quando la narrazione di fantasia s’intreccia con fatti e cose reali, ho il vizio di controllare. Mente deviata? Forse.

Leggo:

 

  1. È uno degli ultimi giorni del 1927 […] non c’è anima viva, a parte una piccola Peugeot 201 grigia e vecchiotta, già parcheggiata lì sotto…”.

La Peugeot 201 debutta ufficialmente al Salone di Parigi nell'ottobre del 1929.

 

  1. Il piroscafo France – il secondo con questo nome –, sul quale Ravel sta per imbarcarsi alla volta dell’America, ha invece davanti a sé ancora nove anni di attività prima di essere venduto ai giapponesi e demolito. Nave ammiraglia della flotta che effettua la traversata atlantica, è una massa d’acciaio rivettato sormontata da quattro fumaioli di cui uno ornamentale, un unico blocco lungo duecentoventi metri e largo ventitré, uscito venticinque anni fa dai cantieri di Saint-Nazaire-Penhoët”. […] il France è operativo dall’aprile del 1912, data in cui fu consegnato

Il “France” operativo dal 1912 fu costruito dai Chantiers de l’Atlantique, dismesso nel ’35 e portato a Dunkirk. Corrisponde in tutto, tranne che per il sito di costruzione e la vendita ai giapponesi.

C’è l’altro “France”, quello varato nel ’26 e operativo nel ’27 costruito dai Chantiers Saint-Nazaire-Penhoët, che nel ’59 fu venduto ai giapponesi per essere smantellato. Prima però fu usato dal produttore cinematografico Stone nel film “The last voyage” (La crociera del terrore).

 

Può essere che io abbia trovato fonti non attendibili. La perplessità rimane.

 

P.P.S. Per chi avesse voglia d’incontrare Ravel e di emozionarsi:

 

https://www.youtube.com/watch?v=G1RlFvNFCN8

 

https://www.youtube.com/watch?v=hHp37fc3CJc