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Patricija

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Gli indesiderabili - Gian Carlo Fusco, Andrea Camilleri

Sembrano inventati, e invece sono veri.

Ex banditi di origine italiana, appartenenti a organizzazioni mafiose, espulsi dagli USA e obbligati a vivere nei loro comuni d’origine. Molti partirono in cerca di fortuna e si trovarono invece servitori della malavita.

Ne arrivarono circa seicento, classificati come “indesiderabili”. Erano gli ultimi della scala gerarchica, erano di quelli che servono ma non contano. Numeri, pedine. Se svaniscono, sono facilmente sostituibili. Nessuno ci fa caso. Così “ultimi” che i loro piedi non lasciano impronte, le loro vite non lasciano traccia.

Così scrive Camilleri nella nota al libro: La sorridente pietà di Fusco, non saprei come altrimenti definirla, lo porta a scegliere tra le tigri con meno denti e più spelacchiate”.

E infatti, in quest’opera frutto di un’inchiesta sugli “indesiderabili” rimpatriati, Fusco sceglie i più malmessi; l’ultimo fra questi combatté una certa mafia e ne fu sconfitto. Si tratta di Ezio Taddei, autore del romanzo “Il pino e la rufola”.  

Ritratti di vinti, di nullità rispedite al mittente.

Perché, in fondo, sono un fastidio. Per le organizzazioni criminali, per la “giustizia”, per il potere.

 

Dal Prologo:

Abbiamo lasciato l’Italia quasi in fasce, infatti conosco una cinquantina che hanno partito esattamente in fasce! Però mai che ricordo, abbiano scritto qualche articolo sulle nostre misere condizioni, senza un lavoro, senza nessuno aiuto, e alla nostra età, dove la maggioranza di noi ha passato i cinquant’anni! Dunque chi ci darebbe un lavoro, un aiuto. Personalmente, per molti anni ho dovuto fare la guida, e si guadagnava disgretamente. poi avevo trovato un lavoro piacevole, ma durante la lavorazione del film Il re di Poggioreale ho subbido una brutta caduta e ho ricevuto la frattura del femore sinistro dove la gamba e rimasta corta più di otto centimetri. e adesso ho rimasto zoppo per il resto della vita. Però, si tira avanti con coraggio e anche con il Sole di Napoli!