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Divertimento di uno scrittore postumo

Divertimento 1889 - Guido Morselli

Eccolo, nella calura estiva, l’Umberto coronato, triste e depresso.

Ci mancava il vecchio cedro folgorato dal fulmine in giardino. “Stavolta è toccata a te”, gli dice. E a lui? Quando toccherà a lui? Si sa, un uomo a trentacinque anni è al culmine, a quaranta inizia il declino. A quarantacinque, il tracollo. Quarantacinque anni. L’età del disfacimento. Il suo. Seppur regale.

E carte, carte, carte. Firme, firme e ancora carte. Mestiere facchinesco e inutile.

Sempre su e giù per l’Italia malmessa inseguito da carte e corrieri. Lui, il re, il regio nulla che regna e non governa, e che niente può cambiare.

E poi la casa e la famiglia. “Due case e due famiglie”. A dire il vero.

Il re è stufo!

Fuggire dalla realtà soffocante. Ma come? L’occasione arriva. La proposta di acquisto di un suo terreno da parte della signora Frederika von Goltz vedova Krupp. Tratterà l’affare di persona. Viaggerà in treno sotto mentite spoglie col suo piccolo seguito. Sono cinque in tutto. E lui, il re, per non essere riconosciuto, oltre al nome s’è cambiato i connotati: ha ordinato al barbiere di rasargli la testa. A zero.

Inizia il divertimento.

 

Una “Storia semplice, che non implica niente: e che non insegna niente, essendo troppo noto che non c’è vita per quanto infausta e sfortunata, dove non entri la commedia”, ci informa Morselli.

 

Un gioco di simulazioni, d’invenzioni verosimili ma non vere.

L’artifizio vince. Divertimento. Divertissement.

Ma tra un divertissement e l’altro c’è un che di fatale.

Guido, come Umberto si sentiva soffocare da un mondo malevolo.

I suoi manoscritti furono respinti ripetutamente da ogni editore.

L’ultimo rifiuto nel 1973, con Dissipatio H.G.

Nella notte del 30 Luglio dello stesso anno, Morselli si tolse la vita. “Senza rancori”, scrisse.

Un anno dopo la sua morte sarebbe uscito, pubblicato d Adelphi, “Contro-passato prossimo: un’ipotesi retrospettiva”.

Anche lui, come il re avrebbe avuto il suo titolo.  

“Scrittore postumo”.

Divertissement “inconsistente”, per Guido che non poteva più sapere.

Leggetelo. Leggiamolo. Ricordiamolo.