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Patricija

Gatta ci cova

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Honoré de Balzac
La donna in bianco - Stefano Tummolini, Wilkie Collins, Paolo Ruffilli

Come i lettori che dal 26 novembre 1859 al 25 agosto 1860 seguirono ammaliati le vicende de “La donna in bianco” uscite a puntate sulla rivista “All the Year Round” dell’amico e collega di Wilkie Collins, Charles Dickens, altrettanto fanno i lettori di oggi.

Il segreto del fascino narrativo lo svelò lo scrittore stesso: Make’em laugh, make’em cry, make’em wait (falli ridere, falli piangere, falli attendere).

E questo romanzone dalla scrittura seducente, un po’ giallo, un po’ gotico e un po’ melodrammatico cattura il lettore, lo imprigiona nei luoghi, nel reticolo degli accadimenti, lo tiene sospeso nell’attesa di “ascoltare” le testimonianze dei personaggi. E a mano a mano emergono fatti e complotti, si svelano buoni e cattivi, si contrappongono bene e male, senza sfumature, senza mezzi toni.

Su tutti si leva lui, l’ambiguo e diabolico conte Fosco. Lui che chiederà e ci chiederà: Cos’altro siamo (chiedo) se non fantocci in un teatrino da fiera?

 

Epperò una domanda la pongo anch’io a chi ha già letto il romanzo. Forse qualcosa m’è sfuggito, ma come può Walter aver sposato l’amata se in quel momento ella era priva della sua identità?

Eh?

 

 

P.S. Il refuso è quella cosa... (scriveva Rodari)

Metto sempre in conto di scorgere qualche refuso, non trovarne è una rarità. Alcuni, però, pesano più di altri. Per esempio questo.

Terzo libro.

A Marian appare in sogno Walter col quale ha un dialogo.

[…]“La pestilenza che uccide gli altri non mi ucciderà”[…]

[…] “Le frecce che colpiscono gli altri non mi colpiranno” […]

[…] “Il mare che travolge gli altri non mi travolgerà” […]

[…] “La pestilenza che consuma, la feccia che colpisce, il Mare che inghiotte…”[…]

E così, la freccia diventa feccia.

(Ciò non toglie nulla alla bellezza del testo. E chissà, magari nelle prossime edizioni il refuso svanirà)