11 Followers
10 Following
Patricija

Gatta ci cova

Currently reading

Hitler
Ian Kershaw, A. Charles Catania
Gli Impiegati
Honoré de Balzac
Pierre e Jean - Giacomo Di Belsito, Mario Picchi, Guy de Maupassant

Nel 1887 Maupassant inizia a scrivere Pierre e Jean, che realizzerà in soli due mesi, cogliendo spunto da un reale accadimento. Un amico ha ricevuto in eredità una somma notevole da un frequentatore della di lui famiglia. Pare che il padre di quest’amico fosse vecchio e sua madre giovane e bella. Non è un fatto così raro da destare sconcerto, ma lo scrittore inizia a riflettere sull’importante lascito e, fra una congettura e l’altra, si fa spazio l’idea che svilupperà nel romanzo.

Pier e Jean esce sulla “Nouvelle revue” del dicembre 1887 e del gennaio 1888, poi in volume edito da Ollendorff, con l’aggiunta di una prefazione (che fa scalpore) per raggiungere le trecento pagine, numero indispensabile per considerarlo romanzo.

Bastano le parole di Zola per capire cosa sia Pierre e Jean: “una meraviglia, opera di verità e di grandezza che non può essere superata”.

 

Al termine della familiare gita in barca in compagnia di Rosémilly, vedovella giovane e graziosa alla quale entrambi i fratelli dedicano le loro attenzioni, il notaio Lecanu comunica ai Roland che il signor Leon Maréchal ha lasciato tutti i suoi averi al figlio secondogenito, Jean. Pierre, stupefatto e geloso per la fortuna capitata al fratello, inizia a sospettare che la generosità del vecchio amico di famiglia celi una verità terribile e ripugnante. Ciò che scoprirà Pierre, uomo introverso, solo e smarrito, sarà causa di gravi e grandi sofferenze. Per lui. Sconterà una colpa che non gli appartiene. S’imbarcherà come medico di bordo sulla Lorraine, col cuore gonfio di rabbia e dolore, mentre gli altri lo saluteranno con l’indifferente cortesia che si riserva a un estraneo, per tornare subito dopo a riprendere la commedia della loro vita fatta d’ipocrisia, convenienze ed egoismo.

 

Guy, affiorano le tue paure e ossessioni. Le voci che ti volevano figlio d’un amore nascosto ti hanno perseguitato.

E colpisce sempre il tuo bisogno di vita, quella vita che hai morso e goduto forse per disperazione.

Mi piacerebbe poterti abbracciare.