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Patricija

Gatta ci cova

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Honoré de Balzac
Le veline di Mussolini. «Le espressioni 'occhi bellissimi' sono eccessive e bisogna evitarle» - G. Ottaviani

Avete presente quei librini belli belli, i Millelire di Stampa Alternativa? Quelli che “li leggi in pochi minuti” e li ricordi per sempre? Quelli che “gli butti un occhio” e ti trovi all’ultima pagina e un po’ ti dispiace?

Ecco, questo è uno dei Millelire. Era un momento di pausa. Lui era lì. Io pure. Lui ha occhieggiato. Io ho fatto lo stesso. Capita.

E così…

C’era una volta Testapelata che con una serie di provvedimenti legislativi, cancellò la libertà di stampa.

Tronfio e cialtrone, mani sui fianchi, testa alta e mascellone sportente ai direttori dei giornali italiani si rivolgeva così: Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un Regime; è libero perché,nell’ambito delle leggi del Regime,può esercitare, e le esercita,funzioni di controllo, di critica, di propulsione…

 

Nel librino si trovano alcune veline (comunicati) trasmesse ai giornali fra il ’35 e il ’43, prima dal Ministero per la Stampa e la Propaganda e poi dal Ministero della Cultura Popolare. Attraverso le veline Testapelata comandava cosa e come scrivere o cosa tacere sui giornali.

 

“Commentare simpaticamente il Foglio di Disposizioni del Partito con il quale si realizza la piena unità politica e tecnica della stampa fascista. Mettendo in rilievo l’accenno del Popolo d’Italia e concludere manifestando l’orgoglio dei giornalisti italiani i quali, indistintamente, sono sempre stati, sono e saranno agli ordini del Partito” (28.11.1939)

 

P.S. Sentite la sonora pernacchia?