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Patricija

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Il capitan Fracassa - Théophile Gautier, A. Jesi

Regno di Luigi XIII. Terra di Guascogna.

Lo sventurato barone Sigognac abita il suo castello ormai in rovina. Con lui è il vecchio e fedele servitore Pierre, il fido cane Miraut e il nero gattone Béelzébuth.

In una notte di gran tempesta qualcuno bussa al castello. Si tratta di una compagnia di teatranti. Hanno smarrito la via, i carri si sono impantanati, sono stanchi e hanno fame. Il barone li aiuta, li accoglie nella sua misera dimora. La sua vita cambia qui.

Alla vista di Isabelle è subito amore.

Il giorno successivo la compagnia di attori si dispone a ripartire.  Sigognac lascia la misera dimora per seguire il gruppo di artisti speranzoso di trovar fortuna. Alla morte di Matamore, uno degli attori, il barone Sigognac lo sostituisce. Il suo personaggio sarà un cavaliere gradasso e un po’ vigliacco: Capitan Fracassa.

Capitan Fracassa, una spada per la scena e una per la vita.

In guardia, duca di Vallombreuse! Siete avvertito!

 

“Un carro di attori racchiude un mondo intero. Per la verità, che cos’è il teatro se non la vita in scorcio, l’autentico microcosmo cercato dai filosofi nelle loro ermetiche induzioni? Non ha forse in sé, nel proprio cerchio, l’insieme delle cose e le varie umane fortune rappresentate al vero attraverso logiche finzioni?”

 

Dal castello della miseria a quello della felicità.

Il teatro è specchio della vita, caro Théophile, e voi l’avete raccontato con gran maestria.

E ora, se permettete, poso un fiore per Béelzébuth.