11 Followers
11 Following
Patricija

Gatta ci cova

Currently reading

Hitler
Ian Kershaw, A. Charles Catania
Gli Impiegati
Honoré de Balzac
Storia di Tönle - Mario Rigoni Stern

La vacca, immobile sulle rive del Moor, guarda verso mattina. Forse, aspetta il sorgere del sole. 

Tönle fa parte dell’Altipiano. Abita una povera casa di montagna, vive il suo tempo e la natura che lo circonda; vive la sua terra, che non è patria ma microcosmo schietto, semplice, concreto. Tönle è uomo di grande integrità morale, silenzioso, selvatico. Pastore e contadino. Contrabbandiere per necessità. Ogni inverno attraversa il confine, porta di là scarpe chiodate per gli uomini e vestiti per le donne, e di qua torna con acquavite, zucchero e tabacco. Scoperto e braccato, ferisce una guardia. Non gli resta che fuggire. Condannato a quattro anni vagola per le città austroungariche portando sulle spalle tanti mestieri e un solo pensiero. Così, a ogni inizio d’inverno, lascia tutto e torna alla sua casa, dalla donna che ama, madre dei suoi figli. L’amnistia gli consente di riprendere la vita abituale. Fino all’inizio della guerra e all’ignominia che porta con sé.
“… i signori, sia Italia sia Austria, sono sempre signori e per la povera gente, sia l’uno o sia un altro a comandare, non cambia niente. A lavorare toccava sempre a loro, a fare i soldati anche e a morire in guerra anche”.
I signori comandano, la povera gente ubbidisce. I signori li destinano al macello, li mandano a uccidere altri poveri cristi. E si muore. Per niente.
E poi la prigionia. E poi il ritorno. E poi la ricerca del suo piccolo mondo. E poi la sua pipa che porta alla bocca una volta ancora.
E mentre la vacca guarda verso mattina, io cerco quel ciliegio sul tetto, che c’era e non c’è più.

Scrittura pura, essenziale, onesta. Di quelle che non è facile trovare.
La “Storia” attraversata dalla “storia”, o viceversa. Dipende da quale punto d’osservazione si guarda. Mezzo secolo di vita è racchiuso in poco più d’un centinaio di pagine, evocative e pregne di significati. C’è molto Mario in Tönle, tanto che durante la lettura nel mio immaginario ne ha assunte le sembianze. Chissà, forse potrebbe essere la ragione per cui lo scrittore affermava che se Il sergente nella neve era il suo libro più importante, Storia di Tönle era il più bello.