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Patricija

Gatta ci cova

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Carlo Emilio Gadda
La panne - Eugenio Bernardi, Friedrich Dürrenmatt

“… chi se la sente di conoscersi proprio a fondo, non c'è nessuno che abbia la coscienza perfettamente pulita…”

 

Alfredo Traps, rappresentante di articoli tessili, rimasto in panne con la sua Studebaker accetta l’ospitalità di un vecchio giudice in pensione. Fa conoscenza con tre amici dell’uomo: un pubblico ministero, un avvocato e un oste (che in occasione delle riunioni ricopre il ruolo di boia), tutti in pensione. Trascorrono le serate mettendo in scena i grandi processi del passato. È il loro divertimento, e quando si presenta l’occasione di avere un imputato in carne e ossa il piacere raggiunge l’apice. Invitato a giocare, Alfredo accetta. Non ha da temere, è persona integerrima. Si dispiace, persino, di non poter essere utile, perché mai ha commesso misfatti. Il suo avvocato difensore lo avverte: La via dalla colpa all'innocenza è sì difficile, ma non impossibile, mentre è un'impresa addirittura disperata voler conservare la propria innocenza e il risultato non può essere che disastroso”.

Inizia la cena e, con essa, il processo. Fra risate, cibo e alcol in abbondanza Alfredo spiega com’è arrivato alla posizione attuale, racconta della moglie, dei figli, delle relazioni extraconiugali. Cala la maschera. Emergono la pochezza e l’avidità, la mancanza di scrupoli e la passione per lo sfarzo. Il livello alcolico aumenta, e accresce l’eccitazione. Quand’è accusato di un crimine gravissimo, Alfredo s’inorgoglisce, si sente importante, eccezionale. Si entusiasma. Non è più un insulso piccolo borghese, ma un uomo straordinario, unico.

Alla torta sono tutti completamente sbronzi. Accusa e difesa farfugliano le loro requisitorie, il giudice si chiede se Traps abbia veramente commesso uno dei più straordinari delitti del secolo.

Le risate sono sempre più fragorose.

La sentenza! La sentenza!.

Champagne.

Poi si sale la scala che porta ai piani superiori.

Povero Alfredo, rovinare una così bella serata!

 

Facciamo attenzione: nessuno è fuori pericolo. Ché a ben cercare, qualche colpa la si trova.

 

Racconto cupo dietro l’ironia. Si riflette sulla natura umana, sul senso di colpa e di giustizia, sul destino.

Curiosa la scelta del cognome di Alfredo, Traps. Già nel nome v’è la trappola.

Una tragedia abbigliata da commedia.