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Patricija

Gatta ci cova

Kitchen Confidential. Avventure gastronomiche a New York - Anthony Bourdain, Carla Lavelli, Fausto Vitaliano, Cecilia Veronese

Ho consumato un barattolo di bicarbonato per arrivare alla fine (era una lettura condivisa, altrimenti avrei lasciato). E confesso, quando mi saliva lo schifo, qualche pagina l’ho saltata. Non ho uno stomaco così forte per reggere certi particolari.

Non ho colto l’utilità e nemmeno il senso di alcune descrizioni di Bourdain, cito come esempi lo sperma sulle scarpe del suo aiutante Steven, e le scopate di Steven-versione-porno con Chuletita loca, mentre, fra un grugnito e un asmatico quasi-orgasmo, telefona all’amico e collega Manuel, per chiedere: <i>“indovina che cosa sto facendo?”. Mi son parse fanfaronate.

Non penso che molteplici e sovrabbondanti porzioni di sesso, alcol, droga, imprecazioni e violenze varie, consumate in cucina per mano di un’orda di disadattati, arricchiscano il menu e facciano effetto WOW!, anzi, già al secondo giro si rischia lo “sbadiglio da ripetizione”. Insomma, più che trasgressione m’è parsa mera e fastidiosetta operazione di marketing.

Serpeggia odio puro per i vegetariani. Io sono vegana (addirittura!). Ma non mi sono sentita offesa né incompresa, quindi non replico. Sorvolo. E penso che difficilmente m’imbatterò in un lupanare gastronomico come quelli descritti.

Farò attenzione ai coltelli, coi quali ho un pessimo rapporto.

Non mi preoccuperò dei ristoranti narrati, che non frequento, ma spargerò la voce tra le mie conoscenze. Anche se forse sono più informate di me.

Dirò ai miei amici onnivori di quanto sia pericoloso mangiare pesce, e non solo, al ristorante il lunedì, e li informerò anche di tutto il resto. Grazie.

 

Il ritmo narrativo m’è piaciuto. Qualche perplessità sulla traduzione, ma non cercherò la versione in lingua. Ho già dato. E il bicarbonato è finito.

 

P.S. Sono una voce stonata. Il libro in realtà ha ottenuto enorme successo a livello mondiale, è stato tradotto in svariate lingue e ha ispirato una serie TV.

 

Ho trovato questa dichiarazione di Bourdain del 2017 a proposito della sua opera:

To the extent which my work in Kitchen Confidential celebrated or prolonged a culture that allowed the kind of grotesque behaviors we’re hearing about all too frequently is something I think about daily, with real remorse.”

Un atto di pentimento, pare.