12 Followers
12 Following
Patricija

Gatta ci cova

Nella perfida terra di Dio - Omar Di Monopoli

Linguaggio ibrido, potente, ruvido. Mescolanza di dialettismi, lemmi arcaici e neologismi che rendono alta la scrittura.

 

“Prima” e “dopo”. Così è scandita la vita a Rocca Bardata, chimerico paese del Salento.

“Prima” e “dopo” si distinguono dai segni del tempo lasciati sui protagonisti, dalle ferite fresche o cicatrizzate ma mai guarite.

“Prima” e “dopo” confinati in un universo limaccioso, dove i sogni muoiono appena alzano il capo e i fiori appassiscono ancor prima di sbocciare.

Rocca Bardata, dove “prima” e “dopo” hanno concepito un seme malato e corrotto, dove “prima” era ieri, “dopo” è oggi, e dove domani è troppo lontano anche solo a pensarlo, è buona solo per la mala erba.

La genesi di tutto è racchiusa fra le zolle di una terra mefitica che nulla concede, che non offre salvezza, che costringe a ingoiare sangue e fango.

È la perfida terra di Dio, dove la redenzione è impensabile e la risurrezione impossibile.

Nella perfida terra di Dio, nonostante tutto, si leva un fiato di speranza. Refolo di vento che sorride impertinente e alimenta il fuoco, medicamento catartico per la terra e per gli uomini. Ha la voce di Michele, il più piccolo dei reietti.

 

“… se iddu non teneva a noi col cazzo che tornava qua a pigliarsi due pallottole

 

 

 

 

P.S. Però, la sonata non prevede ouverture.

Sofistica, lo so.