15 Followers
12 Following
Patricija

Gatta ci cova

La zia Irene e l'anarchico Tresca - Enrico Deaglio

Il narratore ci informa d’aver ricevuto una “memoria” dalle mani del dottor Marcello Eucaliptus perché sia resa pubblica. Ha steso detta “memoria” in forma cronologica e razionale. Dichiara d’aver controllato accuratamente gli eventi storici, soprattutto il ruolo di Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna, criminalità organizzata italo-americana e “altre bande di killer ideologici nella nascita della Repubblica italiana (e del suo sistema bancario)”. Afferma d’aver controllato l’esattezza delle percezioni di Eucaliptus, ma di aver difficoltà a esprimere un giudizio finale sulla spiegazione in merito alle vicende recenti. Su altri fatti confida di non aver trovato riscontro nella “realtà ufficiale”.

“Difficile, dunque, stabilire il confine tra realtà, sogno, allucinazione, premonizione, verosimiglianza”.

Siamo nel secondo decennio del ventunesimo secolo, in una Roma distopica, “svaccata, commissariata, puzzolente, senza governo, sottoposta ai capricci dei militari”. A Ostia la lista “Mafia Capitale” ha vinto le elezioni e governa. Oltre cent’anni prima, il piccolo Salvatore, che diventerà famoso come Lucky Luciano, apprendeva una grande lezione nelle strade di New York: che l’immondizia è cosa importantissima,“Chi la controlla è a un passo dal controllare una città”. I tempi cambiano, i costumi non sempre.
Al Biondo Tevere, “quello di Pier Paolo Pasolini”, un gruppo di ex esponenti dello spionaggio italiano consegna a Marcello Eucaliptus una valigia contenente documenti top secret. È il lascito della zia Irene, comunista “vidaliana” e ex funzionario dei servizi segreti. Marcello, con l’aiuto di Rita, è invitato a sbrogliare una matassa incredibilmente intricata su verità taciute, accordi non scritti, patti celati. E un omicidio. Quello del giornalista anarchico Carlo Tresca, fondatore del settimanale “Il martello”. Tresca si batté fortemente per la liberazione di Sacco e Vanzetti, difese gli ultimi, gli sfruttati, attaccò mafia e politica disonesta. Scomodo e temuto fu assassinato a New York l’11 gennaio 1943. Ci sono collegamenti fra gli accadimenti di allora e quelli attuali? Cosa c’è dietro l’omicidio di Tresca?
Presente e passato s’intrecciano in un viaggio spazio-temporale. Scorrono vicende e nomi: Carlo Tresca, Vittorio Vidali, Rodolfo Valentino, Tina Modotti, Frida Khalo, Diego Rivera, Generoso Pope, Frank Bonacci, Frank Garofalo, Benito Mussolini, fino a Michele Sindona e Giulio Andreotti. Italia e America, politica e malavita, mafia italo-americana e fascismo. 

È romanzo, film, indagine, è ricerca storica, politica, culturale. È invito all'approfondimento su persone e fatti che appartengono a un tempo non troppo lontano e però dimenticati.

P.S. Mi spiace solo che fra i tanti nomi non compaia quello di Ezio Taddei, amico fraterno di Carlo Tresca. Taddei riparò in America per sfuggire alle grinfie del fascismo. Divenne collaboratore de “Il martello” diretto da Tresca. Quando questi fu ucciso, Taddei iniziò una sua indagine personale. Si rivolse al giudice chiedendo l’incriminazione di Garofalo e Generoso Pope per il delitto di Tresca. Si ritrovò improvvisamente solo. Fu “premiato” col ticket di rimpatrio come “indesiderato”.