13 Followers
12 Following
Patricija

Gatta ci cova

UFO e altri oggetti non identificati - Giorgio Manganelli

La delusione più cocente e insieme più astratta della mia vita, e di molti altri come me, fu senza dubbio il mancato sbarco dei marziani nel decennio tra il 1950 e il ‘60.”

 

Manganelli li aspettava, uh, se li aspettava! E loro non si sono mai mostrati.  Lui ci aveva un debole per i dischi volanti e i suoi passeggeri. Un debole che andava persino oltre la loro inesistenza.

Nell’attesa, il Manga avrebbe anche buttato lì una favola. Tuttavia, per scrivere fiabe (quelle perenni) ci vuole più malvagità che malizia. Perché le fiabe non si fanno con gli animali benevoli e i re buoni: si fanno con gli orchi, le streghe, i veleni, le vessazioni, i re che decapitano i poveri, le fanciulle che fanno collezioni di rospi già principi, i maghi che insegnano a far morire di morte mala e innocente, la strega che insegna a volare di notte nella stanza del bambino da "cambiare". Per debellare una strega non c’è da farsi illusioni: occorrono bambine streguzze e maschietti maghi; ricordate, tra le fiabe dei Grimm, la strega uccisa dagli zoccoli di ferro rovente che la costringono a danzare orrendamente? E i bambini molto se ne rallegrano: è il loro pane. E la strega messa a cuocere, viva, nel forno? E tutta la popolazione di matrigne, colme d’odio, ansiose di umiliare, frodare, uccidere? E come sono ambigue, feroci, le così dette vittorie del bene.”

 

I dischi volanti non esistono? (c’è chi replicherebbe: questo lo dice lei!) Il Manga era disposto a crederci, perché sono improbabili, infinitamente allusivi e, soprattutto, perché non li aveva mai visti. E crediamoci!, nonostante ci sgomenti il turbamento dell’America in ascolto del messaggio di Orson Welles, nel 1938. Vi ricordate?

Leggiamo la fantascienza. Ridiamo (con giudizio), spaventiamoci e dormiamo male. Facciamoci prendere dal desiderio di varcare il confine della realtà. Dopo averla identificata.

Un giorno passerà la moda degli UFO, ma non quella dell’assurdo, ci avverte il Manga. E ci invita a fare attenzione che, dopo quella degli UFO, non prenda l’ansia della fine del mondo. Quel panico, quella frenesia che cominciarono quarant’anni fa, in America.”

E le comete? Le comete dall’umorismo sottile e stravagante avranno incontrato gli UFO? Non lo sapremo mai. Non danno confidenza, le comete. Sono esclusive, si pavoneggiano. Forse perché viaggiano, conoscono e sono conosciute. Hanno una vita avventurosa, ma non rilasciano interviste. E non fanno tante chiacchiere, nemmeno dal coiffeur. Chissà se sapremo mai.

Le comete non parlano; e gli aerei se incontrano un UFO tacciono, temendo che li prendano per ubriaconi.

 

Sicché, attendendo che un UFO atterri o si mostri nel cielo, godiamoci le inferenze manganelliane su automi, astronomia, astrologia, computer, elfi e fate. E telefoni.

A proposito, non è elettrizzante l’idea di telefonare nello spazio? Chiamare una navicella spaziale, chiedere: l’hai incrociato? L’UFO, un UFO, uno qualsiasi, anche piccino, minimo. Financo invisibile! Eh? L’hai incrociato?

Avventuratevi in questa dimensione plurima, sorprendente e acuta col Manga che «non credeva che gli oggetti non identificati fossero realtà» ma, «credeva che la realtà fosse un oggetto non identificato né identificabile».

Buon divertimento.